Dagli interrogatori di Paoloni emerge la totale estraneità del Siena

Ci aspettiamo, da un momento all’altro, l’intervento di Stefano Palazzi su quello che è stato definito lo scandalo scommesse nel calcio, ma che in realtà sembra più essere la storia, al limite del grottesco, di un gruppo di scommettitori incalliti che nel tentativo regalarsi facili guadagni avevano messo su un meccanismo di cui, alla fine, sono rimasti vittime loro stessi.

I personaggi coinvolti sono tanti e variegati e se non si fossero macchiati di un reato – che ancora non è stato dimostrato – potrebbero dar vita al remake del film “Febbre da cavallo”, diventato un vero cult per i tanti malati di scommesse.

Ma non c’è da scherzare anche perché, se verrà dimostrata la loro colpevolezza, le conseguenze a cui potranno andare incontro non sarebbero tanto leggere e, cosa più grave, con loro rischiano di essere trascinate nel baratro società e calciatori che, allo stato dei fatti, sono vittime e non colpevoli di questo sporco meccanismo.

Uno dei personaggi maggiormente coinvolti sembrerebbe essere Marco Paoloni, ma da quanto emerge da alcuni stralci tratti dal verbale del suo interrogatorio, le dichiarazioni del portiere scagionano il Siena da ogni dubbio e sospetto. Questo per noi non è una novità, abbiamo sempre sostenuto l’estraneità della Robur, temendo solo la campagna denigratoria messa in atto dalla maggior parte dei media nazionali soprattutto nei primi giorni dello scandalo, atteggiamento pian piano modificato da quando sono entrate in ballo nell’inchiesta alcune società della massima serie. Chissà perché?

Marco Paoloni, nel suo interrogatorio, è stato molto chiaro:

 

«Ho avuto la necessità di rientrare e pertanto ho finto di avere condizionato partite sperando che il risultato arrivasse da solo. Quanto a Siena-Sassuolo io dissi che conoscevo Quadrini ed Erodiani mi invitò a sondare la sua disponibilità […] Io non ebbi nessun contatto con Quadrini, ma creai un account con Skype come avevo fatto con Corvia […] In un secondo tempo mi sono messo in contatto con Erodiani fingendomi Quadrini […]…Ho messo in mezzo Daniele Quadrini.”

 

A questo punto il Gip di Cremona, ma soprattutto il Procuratore Federale della FIGC, dovrà confrontare questa dichiarazione con quelle degli altri personaggi coinvolti e con le intercettazioni telefoniche registrate, ma che il Siena non c’entra niente con questa storia è sempre più evidente.

Fonte: Fedelissimo Online