Da Varese a Macerata…

Giovanelli o Rosina, a chi il compito di calciare un rigore? Senza pensarci troppo, credo che quasi nessuno, ce ne voglia, risponda il primo. Eppure, a distanza di un anno preciso, tra il difensore classe '93 e il fantasista classe '85, avrebbero avuto ragione coloro che avrebbero optato per Giovanelli. Un anno fa, il 30 maggio 2014, l'allora Ac Siena era di scena a Varese, nell'ultimo turno di Serie B. Serve un punto per raggiungere i playoff, stra meritati sul campo ma negati poi dalla penalizzazione. La storia è nota: vantaggio del Varese, poi nel finale fallo di Grillo e penalty Robur, con la conclusione di Rosina che sbatte sul palo e chiude di fatto gara, stagione e, purtroppo, storia dell'Ac Siena. Dopo 365 giorni ancora in marcia a seguito della Robur, ancora in trasferta. Non a Varese, ma a Macerata, non con i biancorossi ma con l'Akragas; non per un posto ai playoff ma per lo scudetto. L'uno-due di Portanova, il tricolore che si avvicina e nel finale la doccia freddissima e il pari che significa rigori. Ancora dagli undici metri, un anno esatto dopo, la Robur si gioca tutto. Segnano 4 bianconeri, dei 5 siciliani uno sbaglia. Tocca a Giovanelli, il terzino destro, il jolly difensivo di Morgia. Fischio, rincorsa e gol. È fatta, è finita, siamo Campioni d'Italia!!! Un anno dopo possiamo festeggiare, possiamo liberare di nuovo quella gioia rimasta strozzata in gola un anno fa in terra lombarda. Da Varese a Macerata, dal Franco Ossola dedicato al grande ex Toro, all'Helvia Racina ex colonia romana, da Rosina a Giovanelli. E la storia che a distanza di un anno non si ripete ma cambia. E se un palo aveva difatti portato al peggio, un gol potrebbe essere il primo mattone (anche se già lo era stato la promozione) verso una pronta risalita.

Fonte: Fedelissimo Online