Una partita del Siena alle 14,30 di lunedì ci mancava. Abbiamo letto le motivazioni di questa scelta, domenica il mercato, sabato la festa di Santa Lucia che attira gente – e meno male – in una zona della città, di fatto chi dovrà snaturare le proprie abitudini sarà la Robur che, al pari di una qualsiasi partita del giovanile, scenderà in campo in un giorno lavorativo e in un orario che penalizzerà oltre modo i propri tifosi. E’ lo specchio dei tempi, anche se il concetto è difficile da accettare. Veniamo all’avvenimento, alla partita con il Camaiore. E’ innegabile che il Siena stia attraversando una fase molto delicata, i risultati latitano, tre punti nelle ultime sette partite, l’ultima vittoria il 19 ottobre, nove reti subite nelle ultime cinque partite, nessun goal in tre delle quattro gare giocate nell’ultimo mese. Al netto degli episodi e delle prestazioni che, salvo un paio, non sono mai mancate è realistico dire che il Siena stia attraversando un momento di crisi da cui deve uscirne fuori al più presto, magari iniziando dalla partita di lunedì. Bellazzini ha le capacità e la professionalità per tornare a far brillare la squadra, molto dovrà essere fatto sul campo, e di questo siamo fiduciosi, altrettanto, se non di più, dalla società, soprattutto nella prossima finestra della campagna trasferimenti. Arriveranno quei rinforzi a cui lo stesso Bellazzini alludeva, neanche troppo velatamente, nella conferenza post Montevarchi? Spetta ora alla proprietà fornire una risposta concreta e, soprattutto, intervenire per affrontare efficacemente le criticità emerse, in particolare la necessità di un’organizzazione societaria più presente e magari completando anche l’abbigliamento invernale dei calciatori… Nessuno ha mai chiesto di fare il passo più lungo della gamba, in questo senso abbiamo già dato e ci è bastato, e nemmeno chiediamo che venga fatto ora, ma sarebbe un errore rinviare in continuazione quelle che sono scelte e interventi che dovevano già essere previsti, programmati e attuati. Rimane poi il problema di una comunicazione scarna, se non il solito comunicato fotocopia che sinceramente dice sempre le solite cose sulla volontà di fare bene, sui piccoli passi, sullo step by step, ecc… Ne prendiamo atto e ci fa molto piacere, ma il calcio richiede tempi più rapidi, almeno in Italia. Il momento non è dei migliori, ne possiamo e ne dobbiamo uscire fuori velocemente, non ci aspettavamo la promozione, ma nemmeno l’ennesimo campionato anonimo che si prospetta se non ci sarà un’inversione di tendenza peraltro possibile e auspicabile.
Fonte: FOL
