Da Siena a Parma: viaggio nelle due realtà specchio di un fallimento tutto italiano

Ripartire dal basso nello sport è sempre impresa ardua per tutti. Per una città come Siena, che conta poco più di 52 mila abitanti e che da sempre si nutre di sport e agonismo, non è stato facile accettare il fallimento di due realtà con radici così ben radicate come la Robur e la Mens Sana. Infatti, a Siena sia il calcio che il basket hanno pagato la crisi del MPS. Ma partiamo dal principio, e cioè da quell'aprile del 2014 quando la matrice su cui verteva il tutto ha dichiarato fallimento. Parliamo, ovviamente, del colosso bancario che porta il nome di Monte Paschi di Siena, uno degli istituti bancari più antichi del mondo.

IL COLLASSO DELL’IMPERO MPS
I guai cominciano quando il direttivo del MSP decide di acquistare la Banca Antonveneta, all'epoca in via fallimentare. Questo fa sì che il Monte dei Paschi si indebiti al fine di finanziare l'acquisto. È l'inizio di un iter che vedrà lo sfascio totale dell'impero bancario senese. Impero che gestiva, come abbiamo accennato, le due realtà sportive della città: da una parte quella che all'epoca si chiamava Associazione Calcio Siena, dall'altra la Mens Sana. Nel febbraio del 2014 la società calcistica comunica ai suoi dipendenti che non ha fondi per pagare gli stipendi. Non solo: mancano i liquidi per le mense, per la manutenzione delle strutture e per il necessario vestiario. Ciò comporta il fallimento presso la Procura del tribunale sportivo e il declassamento in serie D, tra i dilettanti.

NASCE LA NUOVA “ROBUR SIENA”
Dalle ceneri della vecchia società nasce così la Robur Siena, che attualmente è testa di serie nel girone E a quota 69 punti, per un totale di 20 successi, 9 pareggi e solo 4 sconfitte, l'ultima datata 8 marzo scorso e persa per 3-0 in casa della Mobilieri Ponsacco. Guidato da mister Massimo Morgia, ex Pistoiese, il Siena ha un organico ben amalgamato e soprattutto giovane, con un'età media di 25 anni, in cui però non mancano elementi di esperienza come i difensori Collacchioni, Nocentini e Portanova, e il centrocampista, nonché capitano, Simone Vergassola, vecchia conoscenza della serie A, ex Sampdoria e Torino.

A PARMA VA IN SCENA UNO SPETTACOLO GIÀ VISTO
La vicenda della società sportiva toscana ci riporta purtroppo a un'altra situazione fallimentare che ha coinvolto l'ennesima società storica del panorama calcistico italiano. Parliamo del Parma, realtà che ha contribuito a rendere grande la reputazione dell'Italia: pensiamo solo a campioni che sono sbocciati o che si sono affermati tra le fila dei crociati come Fabio Cannavaro, Gianfranco Zola, Hernan Crespo, Veron. O a quel Gianluigi Buffon che, alla veneranda età di 37 anni, potrebbe addirittura alzare una Champions League con la Juve. Un’impresa non del tutto impossibile, se si dà retta ai pronostici delle case di scommesse più importanti, che stanno aggiornando le proprie quote e lanciando dei bonus per i propri clienti, come le promozioni sulle scomesse di Gazzabet.

Tornando alla situazione del Parma, i ducali sono stati investiti da un uragano per la seconda volta: prima il crack della Parmalat e il coinvolgimento di Callisto Tanzi, ora lo scandalo firmato Manenti-Ghirardi. Ma cosa c’è alla base della crisi del Parma Fc? Tutto parte all'inizio del 2015, quando la società dichiara ufficialmente l'impossibilità di erogare stipendi e di provvedere al mantenimento, perché subissata da debiti mai ripagati, e che col tempo sono aumentati. L'accusa per la presidenza del Parma è pesante: bancarotta fraudolenta e la conseguente penalizzazione in classifica che ha inevitabilmente segnato la stagione in corso della squadra allenata da Roberto Donadoni, ormai matematicamente retrocessa in serie cadetta. Un campionato che non ha più nulla da dire per i crociati, ma che meritano il plauso di tutti per la serietà e la professionalità con cui stanno continuando il cammino. Mai arresi e sempre a testa alta. 

Fonte: Fedelissimo online