C’erano Daniele Portanova, Mario Beretta, Stefano Argilli, Ruggero Radice, Daniele Ficagna, Stefano Osti, Cecilia Tarabochia, a simboleggiare il passato. E poi Masini, Candido, Ricchi, Ruggiero, Barbieri, Conte, Levorato e Muzzi, a rappresentare il presente. “Eravamo cento. Un po’ strettini, 90 sarebbe il numero ottimale, ma tutti volevano esserci”, racconta Massimiliano Virto, presidente del Siena Club Corrente Bianconera, che ieri ha inaugurato la sua nuova sede a Castellina Scalo, in Via Berrettini 78, un centinaio di metri più avanti rispetto al locale precedente.
“La sede vecchia era piccola, per ogni evento significativo eravamo costretti ad andare “in trasferta”. Adesso siamo totalmente indipendenti, con una cucina da ristorazione”, sottolinea Virto, il quale ringrazia in primis il Comune di Monteriggioni e il sindaco Andrea Frosini. “Ha sposato in pieno la nostra causa. Noi siamo sempre presenti nel territorio di Monteriggioni, partecipiamo alla festa medievale e ormai ci conoscono come il “clubbino”, anche se adesso non siamo più così piccoli. Siamo aperti tutte le sere e ogni sera si parla di calcio. È un punto di ritrovo, un riferimento per la comunità”.
La cena di ieri, offerta dalla Corrente Bianconera, è stata “una serata fra amici”, prosegue il presidente. “Chi non è potuto venire ha mandato messaggi, come Pegolo e Calaiò, ed era veramente dispiaciuto. Non è voluto venire Voria, ma forse ho capito perché, altrimenti gli toccava parlare… Siamo stati bene. Si è mangiato benissimo, da noi è una garanzia”.
Presenti anche delle rappresentanze dei tifosi: dai Fedelissimi alla Curva, fino alla Valdarbia. Ognuno ha offerto un dono alla Corrente Bianconera. Il cui futuro, con questo “assist” della nuova sede, può essere ancora più roseo. “Siamo 108 soci – conclude Virto – vorrei avvicinare i giovani, ma capisco che è un problema generazionale. Noi siamo aperti a tutti, anche, per dire, a chi vuole fare un’asta del Fantacalcio ma non sa dove andare. Speriamo poi che il Siena ci dia qualche soddisfazione in più, anche quello non guasterebbe…”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
