D’Urbano alla nazionale di pallavolo

L’ex preparatore atletico dell’AC Siena Giorgio D’Urbano è stato ingaggiato nel suo staff tecnico della nazionale di pallavolo allenata da Mauro Berruto. Con il fallimento della società bianconera D’Urbano aveva seguito Beretta al Latina, ma la sua presenza nella società laziale e durata poco a seguite dell’esonero di Mario Beretto.
Adesso è arrivata la chiamata dalla Federazione Italiana Pallavvolo.
In un lunga intervista su La Gazzetta dello Sport D’Urbano ricorda tutta la sua carriera iniziata come preparatore di Alberto Tomba.
Questa la parte dedicata agli anni un bianconero:
“Sì, lasciato lo sci venni chiamato dal Siena calcio che in quegli anni stava scalando le migliori posizioni del ranking nazionale. Un Siena ambizioso dove restai per quattro anni. Ma quello del deferimento è soltanto una macchia ingiusta ed insignificante per la mia coscienza. La Procura mi accusò del fatto che “io non potevo non sapere”, mentre i calciatori sì. Ho patteggiato soltanto perché, facendo due calcoli economici, il Tnas (Tribunale Nazionale di Arbitrato Sportivo ndr) mi sarebbe costato quarantamila euro, una cifra enorme per le mie tasche. Pensi che quando venni chiamato da Sepp Messner ed Helmuth Schmalz per seguire il gruppo B della Nazionale di sci, lo stipendio che mi fu proposto era di seicentomila lire. Una cifra che accettai molto a malincuore soltanto per la gioia di poter far parte di quel mondo affascinante. Questo per far capire come si spostano i soldi nel mondo dello sport, tante volte considerato ingiustamente una miniera d’oro”.

Mentre dello sci ha un ricordo bellissimo, del calcio che idea si è fatta?
“A Siena ho vissuto un’importante ed interessante avventura. Ma il mondo del calcio è troppo difficile da comprendere, ci sono tanti piccoli ingranaggi che condizionano i vari aspetti che lo compongono. Diciamo che per me è stato troppo difficile incidere”.

Fonte: Fedelissimo online