D’Agostino:”A Siena ho trovato solo pseudo allenatori”

La mia scelta di venire ad Andria è stata di vita e non di calcio: si dicevano molte cose su di me, che non avevo voglia di giocare, invece se uno ama il calcio al di là della categoria onora questo sport. Faccio quello che ho sempre sognato nella vita, ho raggiunto grandi traguardi, per colpe non mie non ho raggiunto grandi club. Dopo il fallimento del Siena, ho fatto pulizia attorno a me,  d’accordo con mia moglie: basta manager e procuratori, solo in Italia si spacciano per agenti gente che non merita nulla e specula sui ragazzi. Sono stato tre anni a Siena e tranne casi sporadici ho trovato solo pseudo allenatori, mi hanno messo il bastone tra le ruote. A livello umano non dico nulla di loro, ma a livello professionale ho avuto Cosmi, Sannino e Beretta, tutti sanno che cosa hanno fatto in carriera. Tutti mi facevano sentire il più importante ad agosto, poi finivo in disparte.

A Udine Malesani e Marino devo dire solo grazie, così come a Mihajilovic a Firenze. A Siena, invece, hanno fatto uscire la voce che stavo male. Parlo di calcio giocato, non voglio parlare di lato umano perché non li conosco. Sono allenatori che ahimè hanno dimostrato di fare scelte sbagliate, magari con la società complice.

Io volevo solo divertirmi, a Siena avevo perso questa voglia anche per colpa mia ovviamente: le cole non sono mai da una sola parte, ma ne ho subite tante, troppe. Andria, dopo Udine è la città che mi stando di più.

A Udine ho fatto una grande carriera e rimane il ricordo di un  posto che ti fa sentire un giocatore. Questa è la motivazione per andare avanti, sentirti calciatore a prescindere dalla categoria. Andria fa 6 mila persone a domenica, c’è entusiasmo, non mi interessa nulla la categoria: i giovani se amano il pallone devono divertirsi, se  fai il giocatore solo per i soldi alla lunga perdi tutto.

L’Udinese? Mi stupisco se l’anno scorso non ha fatto un grande campionato. In Italia Udine può fare uno stato a sé, è l’unico posto dove si fa calcio in maniera professionale. Quest’anno sta ripartendo alla grande, se non subisci contraccolpi dopo una brutta stagione vuol dire che c’è un progetto serio. Rimane la mentalità della società a fare la differenza

Su Totò dico che ho giocato con uno dei più forti del calcio italiano assieme a Totti. Entrambi sono due fuoriclasse, ma è vero che il campionato italiano è calato qualitativamente. Loro nella loro gestione fisica, sono professionisti seri e sono facilitati nell’emergere. Il calcio è talmente veloce che a 38 anni potresti fare fatica, ma se sai gestirti puoi giocare altri 4 anni ad ali livelli proprio per come sanno gestirsi loro. Mancano concorrenti, non mi stupisce che Totò possa superare Baggio come gol fatti. Se lo merita, così come Udine merita soddisfazioni.

Fonte: www.mondoudinese.com