Curci:”Amareggiato per la retrocessione del Siena. Il mio futuro? Importante sarà giocare”

Si è da poco conclusa la stagione… Che campionato è stato?
Sicuramente poteva e doveva andare meglio. Potevamo fare qualche punto in più prima del cambio di allenatore quando siamo riusciti a fare diversi risultati utili consecutivi. Però abbiamo fallito proprio negli scontri diretti, vedi le partite giocate contro Lazio e Atalanta …
Il Siena è retrocesso nonostante sia una squadra che giochi anche un bel calcio…
Infatti, probabilmente ci è mancata un po’ di  personalità. Magari certe partite anziché perderle potevamo  pareggiarle e così non è stato”.
Che stagione è stata per Gianluca Curci?
Dal punto di vista personale è stata una stagione positiva, soprattutto considerando il girone di ritorno dove credo di aver fatto belle prestazioni. Però alla fine tutto questo conta poco, perché è la squadra che viene prima di tutto. Se il Siena si fosse salvato sicuramente  anche le mie prestazioni sarebbero state migliori. Anche se a livello individuale la stagione non è tutta da buttare, sono molto amareggiato per la retrocessione della squadra
Dopo un momento difficile si è rivisto un grande Curci. Ce l’hai messa tutta per dare il tuo contributo per la salvezza…
Assolutamente si. Quando gli episodi hanno cominciato a girare per il meglio, le cose sono andate bene  anche dal punto di vista personale, questo perché  quando giochi con sicurezza ti riescono parate che prima non venivano. I risultati ti aiutano a fare bene e alle buone prestazioni sono seguiti anche i punti ”.
In cosa ti senti migliorato? Un anno in più è senza dubbio importante per un giovane.
Giocando trentasei partite su trentotto acquisisci maggiore sicurezza ed esperienza. Giocare titolare  è senza dubbio più facile che scendere in campo  una volta ogni tanto. La continuità ti fa stare più tranquillo e sereno nell’affrontare tutte le partite, anche quelle più difficili. Questo perché quando affronti una squadra acquisisci elementi importanti che ti possono tornare utili quando quella formazione la incontri di nuovo.  La continuità è fondamentale per un ragazzo”.
Ci tenevi a fare bene domenica contro l’Inter…
Tutti noi ci tenevamo a fare bene… Volevamo dimostrare che, nonostante la retrocessione, non avremmo regalato nulla a nessuno. Purtroppo abbiamo incontrato una squadra forte come l’Inter che, a mio avviso, ha vinto meritatamente la partita nonostante anche il Siena sia riuscito  a costruire importanti palle goal.  Ce l’abbiamo messa tutta come abbiamo fatto nelle altre gare”.
In settimana si è parlato molto di Rosi e Curci… Senza dubbio avete dimostrato di essere due grandi professionisti visto che avete dato il massimo anche contro la Roma.
 “Senza dubbio. Anche da retrocessi noi volevamo fare bene… poi a volte riesci a vincere altre volte no… Il calcio è il nostro lavoro e noi mettiamo tutti noi stessi in ogni partita. Certo domenica ci avrebbe fatto più piacere che lo scudetto fosse andato alla Roma, così anche noi avremmo dato il nostro contributo. Tutta la squadra, comunque, ha fatto una grande partita”.
E’ stata una gara particolare…
Con un nostro risultato positivo avremmo fatto felici tanti tifosi della Roma.  Sono nato, cresciuto nella Roma e avrei preferito che il tricolore andasse ai giallorossi”.
 La parata più difficile?
Non c’è una parata più o meno difficile. Tutte sono importanti nella stessa maniera… anche quelle che sembrano facili”.
 Ora che è passato qualche giorno ce lo puoi dire… Chi ti ha cercato da Roma dopo la loro sconfitta contro la Sampdoria?
"Qualche compagno… E’ normale perché sapevano che solo noi potevamo dar fastidio all’Inter affinchè la Roma potesse tornare in vetta…Come ho già detto in quell’intervista i nomi  non li dico (sorride, n.d.r.)”
Se la Roma ti riportasse alla base?
Ci devono essere i presupposti che soddisfino sia me che la società. Vedremo cosa succederà”.
 Ti aspettavi che Julio Sergio scavalcasse Doni tra i pali della Roma?
“Sinceramente no. Perché anche in questa stagione è partito da terzo e davanti aveva un portiere come Doni che, per quanto ricordo, era uno dei più forti insieme a Buffon. Julio Sergio è stato bravo a crederci sempre e a cogliere al volo l’occasione che gli si è presentata”.
Sei amareggiato per l’esclusione dalla lista dei 30 della Nazionale?
“Amareggiato no, certo ci speravo molto. L’inizio di stagione certo non mi ha aiutato, poi quando si fanno certe scelte è difficile rincorrere e scavalcare chi hai davanti. Altri giocatori hanno fatto meglio soprattutto con le loro squadre e il CT ha fatto le sue scelte".

Fonte: www.gianlucacurci.it