Crocetti: “Non ho neanche ricevuto un’offerta. In Italia non c’è più programmazione”

A poche ore dallo sfogo di Varutti, che ha replicato alle dichiarazioni di Ponte sul perché del suo allontanamento, ci pensa Crocetti a rincarare la dose ai microfoni di ARE.

Voglio tornare in C – “Speravo già di essere uno dei nuovi elementi della Robur. Questo non è accaduto e allora sono alla ricerca di una nuova avventura. Ho declinato alcune richieste e sto cercando la scarpetta giusta per i miei piedi. Vorrei riaffacciarmi in quella categoria in cui ho sempre giocato, ma se ci fosse una società di serie D con un progetto ambizioso, ci posso pensare. La Colligiana, la Sangiovannese, hanno dimostrato grandi interessi per me”.

Nessuno si è fatto sentire – “Io non ho neanche ricevuto un’offerta. Inizialmente era uscito un articolo sul Fedelissimo in cui c’erano 10 confermati, e io facevo parte di quelli, ma non ho sentito nessuno. Alcune squadre mi chiamavano dicendo che avendo letto quell’articolo non potevano contare su un ingaggio mio. Dopo qualche giorno ho saputo che per il nuovo allenatore non rientravo nei piani ed è stata una doccia fredda. Da leggere che ero riconfermato a sapere di esser fuori senza nemmeno essere stato sentito. Pensavo che al minimo un’offerta arrivasse. Poi con quello che è successo a Varutti e altri giocatori.. Purtroppo il Siena ha preso una tangenziale che non passa dai progetti dell’anno scorso. A cominciare dal mister, dal suo staff, poi Pisaneschi e il non accordarsi con nessun giocatore”.

Il problema del calcio italico – “La programmazione in Italia non c’è più. E’ quello l’errore più grande che le squadre stanno facendo. Quale motivo c’è per non ripartire da una squadra che ha vinto il campionato e lo scudetto, magari con qualche innesto di giovani validi?. Ma nel calcio si va verso l’altra direzione. Il Benevento cambia ogni anno tutti i giocatori spendendo come se fosse in serie B. Ma ci sono tante altre squadre”.

Varutti-Ponte – “La ragione spesso sta nel mezzo. E’normale che un giocatore sia indirizzato in base a quello che gli offrono. Io credo che la Robur Siena ha avuto una grande occasione. Tanti giocatori, io in primis, avrebbero accettato anche una offerta bassa. Non so se l’ho già detto in passato, ma tanti giocatori quest’anno hanno guadagnato meno della metà dei professionisti, e nei professionisti ci sono i contributi, il fondo di fine carriera ecc.. L’abbiamo fatto perché abbiamo creduto fortemente in un progetto e in un posto come Siena. I giocatori sarebbero rimasti anche quest’anno se la società avesse dimostrato un’idea, un programma, in cui puntare su di noi”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online