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Cristiani: “Non potevo dire no alla Robur. Voglio dare il mio contributo per vincere il campionato”

“Quando ti chiama il Siena la scelta non è difficile. So dell’importanza della piazza e ho un rapporto bellissimo con Guerri con cui ho giocato. Difficoltà non c’è stata”. Alessio Cristiani ha raccontato questo inizio di stagione in un’intervista alla Gazzetta di Siena, soffermandosi anche sulla decisione di tornare a vestire la maglia bianconera: “Se mi avesse chiamato un’altra squadra forse ci avrei pensato prima di scendere in Eccellenza, con il Siena di mezzo è impossibile che ti vengano dei dubbi”.

Firenze Ovest – “Ho avuto qualche problema in preparazione, però domenica durante la partita mi sono sentito bene e sono riuscito a fare 90 minuti. È stata una partita molto difficile, sotto tanti punti di vista come la temperatura e il campo. Inoltre il Firenze Ovest si è difeso in maniera organizzata. In fase offensiva ci è mancata un po’ di cattiveria, ma la prestazione c’è stata”.

Campo – “Ci ha un po’ penalizzato, essendo la nostra una squadra che tende a giocare la palla. Ma questo non deve essere un alibi, sappiamo che in questo campionato ci sono campi di queste dimensioni. È normale che giocare al ‘Franchi’ ci agevolerebbe tantissimo, potremmo sfruttare maggiormente le nostre caratteristiche”.

Passato – “Qui avevo vissuto due stagioni importanti. La prima annata è stata bellissima sotto tutti i punti di vista. Dopo il testa a testa con il Livorno per la promozione siamo arrivati in finale playoff, persa solo con il Cosenza. Abbiamo davvero sfiorato l’impresa. Porto invece qualche rammarico per il mio secondo anno, dove ho avuto un infortunio più pesante che non mi ha fatto esprimere come avrei voluto”.

Mignani – “Ero convinto che avesse tutte le caratteristiche per diventare buon allenatore. Era meticoloso, studiava molto bene l’avversario, infatti già dal martedì sapevi cosa fare in campo. La domenica era come un ripasso, perché conoscevi tutte le mosse dell’avversario e sapevi come metterlo in difficoltà”.

Guerri – “In spogliatoio faceva morire dal ridere, in campo era uno che non mollava mai. Pur non giocando tanto nell’anno che abbiamo condiviso a Siena, ha sempre dato il massimo in allenamento ed era impossibile non prenderlo come esempio. Conosco la persona, ho una grande stima di lui. Se ho accettato di venire è anche per merito suo”.

Ricciardo – “Con Gianni ho giocato ad Acireale, siamo come fratelli. In quella stagione abbiamo stretto tantissimo e quando è nata la possibilità di venire qua ci siamo sentiti.  Abbiamo entrambi avuto la voglia di intraprendere anche questa esperienza insieme”.

Lollo e Bianchi – “Ci danno tantissimo avendo calcato palcoscenici importanti. Anche a 34 anni si impara sempre, avere figure del genere in squadra è fondamentale per tutti. Non li conoscevo personalmente, ma sono ragazzi semplicissimi e umili, che si mettono a disposizione e danno consigli ai giovani. Fortunatamente stiamo creando un bel gruppo, c’è armonia e un gran rapporto. Ora dobbiamo cercare di diventare gruppo anche in campo”.

Tifosi – “Non ho mai avuto dubbi sull’attaccamento alla maglia, ero già stato a Siena e so quanto i tifosi ci tengano. Nonostante abbiano passato un periodo non felicissimo si sono dimostrati da subito vicini alla squadra. Questo si sente e ci fa molto piacere”.

Obiettivo – “Sappiamo quale sia, è inutile nascondersi. Ma come abbiamo visto domenica non è mai facile. Noi dobbiamo pensare partita dopo partita facendo del nostro meglio, cercando di mantenere sempre equilibro, non deprimerci dopo un pareggio o esaltarsi dopo alcune vittorie. A livello personale vorrei fare bene e scendere in campo il più possibile per dare una mano al Siena a vincere il campionato. Poi ho in mente un numero di gol e di assist che vorrei raggiungere, ma per scaramanzia non lo dico”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol