Crescenzi: “In campo la prossima stagione. Futuro da decidere”

"Purtroppo o per fortuna la generosità e la voglia di non mollare nel calcio a volte la paghi sulla tua pelle. Si torna a casa per un lungo periodo fatto di difficoltà e rimpianti ma si ripartirà più forti di prima come sempre, fiero della persona e del professionista che ho dimostrato di essere".

Parlava così Luca Crescenzi il 20 marzo scorso. Affidava al suo profilo Facebook tutto il suo disappunto, la sua rabbia, la sua delusione, senza piangersi addosso. Nel mese di gennaio il trasferimento in prestito al Pisa, una scelta carica di rosee aspettative. Ma il fato decideva di metterci lo zampino, così dopo sole quattro presenze Luca era costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio muscolare. Stagione finita, lo sconforto è tanto, ma la voglia di tornare a giocare prevale su ogni cosa. La redazione de Lalaziosiamonoi.it ha raggiunto proprio il centrale di difesa classe 1992, il cui cartellino è attualmente detenuto in comproprietà tra Lazio e Siena. Terapie, recupero e futuro, di questo e molto altro abbiamo parlato con Luca Crescenzi.

Ciao Luca, la prima domanda è la più scontata ma è anche quella che interessa di più. Come stai?
“Ancora male, ci vuole tempo. Sto facendo terapie mattina e pomeriggio, tutto quello che serve per recuperare da quest'infortunio lo sto facendo. Ho subito una lesione tra secondo e terzo grado, non è ancora chiaro, al tendine dell'adduttore breve. Cercherò di stare bene per la prossima stagione, sperando magari di rientrare anche prima”.

Non è la prima volta che ti infortuni gravemente, il 14 gennaio del 2012 nel match tra Lazio Primavera e Palermo Primavera, ti sei fatto male nell'azione del gol…
“Con il Palermo mi sono rotto il malleolo, mentalmente quindi sono già preparato, so che vuol dire recuperare da un brutto infortunio. Rispetto a quei giorni, oggi la sto vivendo meglio, perché allora non potevo camminare, non potevo fare nulla”.

Sino ad ora hai giocato con quattro squadre tra i professionisti: Nocerina, Viareggio, Siena e Pisa. Un bilancio di queste esperienze?
“Con la Nocerina sono andato bene, ho giocato quasi tutte le partite nonostante non avessi fatto nessuna preparazione. C'è da dire che non ho legato molto con i compagni, non stavo bene fuori dal campo, ma dal punto di vista calcistico è stata un'esperienza postiva. Il Viareggio invece mi ha aiutato a vivere con serenità, venivo da una piazza come Nocera con tante esigenze. Ho avuto qualche piccolo problema con l'allenatore, ma poi è rientrato tutto. Ho giocato le ultime quattro partite senza infortuni e ci siamo salvati senza disputare i play-out. È stata una stagione storica per il Viareggio, anche con la finale di Coppa Italia raggiunta (poi persa con il Latina, ndr). Ma fino ad ora quella di Siena è stata l'esperienza più formativa per me. Una squadra importante, una categoria importante, se non fosse per la penalizzazione il Siena sarebbe di nuovo in A. Mi sono ritagliato un mio spazio, penso di aver fatto molto bene. Sono andato via non perché non mi vedevano, ma per cercare di giocare sempre. Poi ho avuto la sfortuna che a Pisa mi sono infortunato dopo pochissimo tempo. Non posso fare un bilancio di quest'ultima esperienza, ringrazio il presidente e il direttore che mi hanno martellato di chiamate perché mi volevano a tutti i costi, ma a livello sanitario mi hanno gestito male, questo è sicuro”.

Quando eri a Siena hai giocato con Valerio Rosseti, un attaccante che piace a molte squadre e che è stato accostato anche alla Lazio. Hai fiutato qualcosa in questo senso all'interno dello spogliatoio?
“No, non ho mai sentito nulla, anche perché questa voce è cominciata a uscire quando stavo andando via. Posso dire che è migliorato davvero tanto, è un '94, ha grandi margini di crescita, spero che possa approdare in qualche squadra importante”.

C'è un giocatore emergente a cui ti ispiri?
“Adesso seguo molto meno le partite, come modello non ho nessuno. Cerco di percorrere la mia strada, di migliorarmi senza imitare nessuno. Il mio idolo è e rimarrà sempre Alessandro Nesta, non perché penso di somigliargli, ma perché è stato il giocatore più forte che la squadra del mio cuore ha avuto in quel ruolo, nel mio ruolo”.

Uno sguardo al futuro, cosa vedi?
“A gennaio la mia metà l'ha presa il Siena, quindi sono in comproprietà tra Lazio e Siena. Io con la Lazio ho un contratto sino al 2015, a fine anno o mi chiameranno o si metterano d'accordo le due società. Il mio futuro credo sia ancora da decidere, ma lo vivo con serenità”.

Fonte: lalaziosiamonoi.it