Costanti: “Fino alla fine ho sperato che si avverasse il sogno di giocare nel Siena”

Arriva da Montalcino, e conosce quindi bene la realtà senese. Per questo Giovanni Costanti ha cercato fin dall’inizio di dare il suo contributo nel far comprendere ai nuovi arrivati la storia e la particolarità di Siena. “Ho provato ad infondere la passione che Siena ha per il Palio e per il calcio, anche se ammetto che anche io non conoscevo bene Squilli la fè”, spiega il giovane attaccante bianconero a margine della cena nella contrada della Torre. Costanti, che ha debuttato a dicembre col Mazzola, lo scorso anno era nella Primavera bianconera. “È stata un’estate difficile, fino alla fine ho aspettato che si avverasse questo sogno di giocare nel Siena – le sue parole – per noi giovani riportare la Robur dove merita di stare è importantissimo, anche perché segnerà l’inizio della nostra carriera”. In rosa ci sono attaccanti da cui rubare qualcosa. “Devo imparare molto non solo sul campo ma anche a livello di personalità. Condividere lo spogliatoio con elementi di grande spessore è una grande lezione”.

Giovanni è figlio di Andrea Costanti, alla guida di una delle cantine storiche di Brunello di Montalcino. Il babbo ha mai provato a convincere il figlio a lavorare con lui in azienda? “Mi ha sempre detto di coltivare le mie passioni. Fino a che ne avrò la possibilità, cercherò di avverare i sogni e coltivare la passione per il calcio”. Intanto, però, del buon vino è arrivato sulle tavole della squadra. “Alla cena di Natale ho portato qualche bottiglia di Brunello e dei compagni hanno voluto il contatto di mio padre per andare a fare una visita in azienda. Alcuni si sono appassionati molto al mondo del vino”. E in caso di promozione, è già pronto un Brunello da stappare. “Ovviamente”, sorride Costanti. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol