COSMI: “Alleno la rabbia della mia squadra”

 Un nuovo miracolo italiano. A Cosmi Siena chiede questo. La sua carriera non è mai stata facile. Gli hanno sempre preteso il 110%. E lui, adesso, deve chiederlo ai giocatori. Perché partire con un meno 6 è da incubo, partire senza quattro giocatori (gli squalificati Belmonte, Larrondo, Terzi e Vitiello) è traumatico e la difesa è stata smantellata.

 Cosmi, come si vive in questa situazione?
“Non è facile. Occorre serenità, non bisogna farsi prendere dalla smania di recuperare, ma ci vuole soprattutto la cattiveria giusta in ogni gara. Con Toro (pari) e Samp (sconfitta) non ho ancora visto la rabbia che pretendo io, che ci mettiamo io e lo staff. La sosta è stata fondamentale proprio per allenare la rabbia. Spero già di vedere i frutti domenica con l’Udinese“.
 

Lei è l’unico ad aver portato l’Udinese in Champions League, eppure non l’hanno trattata benissimo e quell’esonero brucia ancora.
“Sì, brucia. Io ho battuto lo Sporting Lisbona, causando dimissioni in serie in quel club. Insomma, non era una squadretta. Non solo: lasciai l’Udinese in semifinale di Coppa Italia e non era messa così male in campionato. Domenica ci tengo a batterla. Ma è un’impresa perché è una squadra con una difesa fortissima e con Di Natale che è difficile da controllare. In Italia nessuno è ancora meglio di lui. Ha inciso nella sua squadra quanto Ibra nelle sue”.
 

Per fortuna non c’è Muriel che lei ha svezzato a Lecce…
“Sicuramente. Luis è un talento che va gestito. Ora si curerà. L’importante è che non perda la gioia enorme che prova nel giocare a calcio. E sulla storia del peso si è scherzato un po’ troppo”.
 

Lei a Siena ha puntato su un ex Udinese: Gaetano D’Agostino. Che ora, però, deve far valere classe e talento.
“E’ normale puntare su di lui, il modulo lo esalta. Toglierlo significherebbe cambiare modulo”.
 

Davanti non ha più Destro, punta su Calaiò-Rosina o chiede rinforzi?
Destro non è molto sostituibile. Calaiò e Rosina devono fare quello che sanno fare. Il nostro nuovo acquisto sarà Larrondo. Quando rientrerà dovrà capire che questo deve essere il suo anno. Se proprio dovessi dire cosa manca a questa squadra dico che manca un Pinzi. Vorrei un uomo squadra così”.
 

Come va l’ambientamento a Siena?
“Bene, ho visto pure il Palio e sto entrando nel processo di identificazione. Per le partite, anche in trasferta, mi raggiunge mia moglie Rosa, malata di calcio. Pensi che al sabato si guarda la B. Mi dà consigli ed esprime giudizi. Ma io la fulmino immediatamente”. (Francesco Velluzzi)

Fonte: La Gazzetta dello Sport