COSI’ SI CADE NEL PRECIPIZIO

Un pareggio che non serve a nulla? No, questo ennesimo risultato negativo ci servirà a farci aprire gli occhi. I nodi si stanno sciogliendo e anche i tifosi, cioè noi stessi, devono fare autocritica. La fiducia riposta, come sempre accaduto nelle ultime splendide annate, nella società è stata mal riposta. I pezzi da novanta ceduti, alcuni (Portanova) quasi a mo’ di presa in giro (tipo: vediamo dove posso arrivare a prendere in giro questi qua…), non sono stati rimpiazzati a dovere. Giampaolo ha accettato una situazione deficitaria a causa del contratto ed eccoci ad oggi.

Il bello è che i tempi per recuperare ci sarebbero tutti, ma è la qualità dei risultati negativi che ci fa tremare i polsi: abbiamo perso contro Milan e Roma, squadre superiori ma in crisi nera quando ci abbiamo giocato noi, abbiamo pareggiato in casa senza segnare, contro due dirette concorrenti (Chievo e Livorno), oggi addirittura giocando per un’ora 10 contro undici. Il momento è grave, anzi gravissimo, e le responsabilità sono di tanti, ma è fuor di dubbio che in cima alla lista ci sia il presidente Giovanni Lombardi Stronati. Per settimane, mesi, ci ha preso in giro sopravvalutando certe operazioni di mercato che alla resa dei conti, si sono rilevate pessime, e tutto questo proprio nell’anno che ci doveva vedere maggiormente impegnati a salvarsi, in quanto dal prossimo torneo di serie A cambieranno le regole di spartizione dei diritti tv, con soddisfazione di società come la nostra. Noi, ingenui tifosi, gli abbiamo creduto e lui cosa fa? Al termine della partita della Roma accusa i tifosi di maleducazione, difende la Roma, sua squadra del cuore e oggi ai primi cori negativi applaude ironicamente dalla tribuna vip. Complimenti e grazie di tutto! Noi tifosi avevamo stabilito il record in fatto di sottoscrizione di abbonamenti dimostrando di credere al “progetto”, un progetto che a quanto pare non esiste o per lo meno ci sta portando in B. Un record eccezionale, visto che la squadra vincente dello scorso anno era stata smantellata e perfino tifosi come quelli del Milan, si sono rifiutati di abbonarsi dopo un calcio mercato negativo. A Siena no, siamo andati controcorrente anche in questo, sapendo bene che solo uniti possiamo raggiungere certi traguardi. Oggi quell’unione non c’è più e non certo per colpa nostra, caro presidente. Oggi avrà capito anche lei quanto la rosa del Siena sia inadeguata.

In mezzo a tutto questo ci sono proprio loro i giocatori e il mister. I bianconeri scesi in campo dall’inizio del campionato hanno sempre dato il massimo, questo sia chiaro per tutti. Il mister oggi ci ha messo del suo, le sue scelte in corso d’opera non si sono dimostrate azzeccate, prima tra tutte la sostituzione di Jajalo. Le spiegazioni da lui dateci al termine della partita ci hanno fatto capire, però le difficoltà del suo lavoro.

Non è esonerando lui che i problemi si risolvono d’incanto. Sono altri quelli da esonerare…

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo Online