COSA C’E’ DIETRO LA PROTESTA DEI TIFOSI

Lasciamo da parte, per il momento, la posizione del presidente Stronati, da tempo nel mirino della contestazione per alcune scelte operate e la posizione in classifica.

La protesta dei tifosi e della Curva Robur e il coinvolgimento delle Istituzioni, non è uno sterile esercizio di un gruppo di tifosi che, deluso dai risultati, decide di aprire le valvole e dare il via allo sfogo.

Chi pensa questo commetterebbe un grande errore e perderebbe un’occasione per capire i veri motivi dei malumori che da tempo serpeggiano in tutte le componenti della tifoseria senese.

In questi ultimi anni la Robur ha assunto un ruolo importante facendo registrare una crescita di interesse e coinvolgimento senza precedenti, un vero e proprio boom che, per le sue dimensioni, probabilmente è sfuggito di mano all’intera città, notoriamente “pigra e refrattaria” verso le novità.

Tutti noi pensavamo che la nostra avventura nella massima serie sarebbe durata un anno, forse due, nessuno o pochissimi credevano in quello che, viceversa, stiamo vivendo.

Se il vivere giorno per giorno è accettabile per una tifoseria – ma i fatti dimostrano che questo non è il nostro modo di pensare – lo è molto meno per chi ha il ruolo, gli strumenti e la possibilità di prevedere e, di conseguenza programmare un intervento, per costruire un progetto credibile e solido.

Lo sport, tutte le discipline, siano esse professionistiche, dilettantistiche, di serie A o i settori giovanili, hanno un aspetto sociale che a Siena non è stato capito fino in fondo e questo è un grave errore della politica locale.

Nei confronti della Robur nessuno si è mai tirato indietro, questo è un dato di fatto inconfutabile e basterebbe tornare indietro con la memoria per ricordare quante situazioni, al limite del non ritorno, sono state sbrogliate dalle istituzioni senesi in questi ultimi anni, ma sono stati messi, sempre e solo, dei puntelli, è stato sempre risolto l’immediato, mai è stato fatto un progetto a lunga scadenza come, tanto per fare un esempio, è stato fatto nel basket.

E qui qualcuno dirà: Ci risiamo, quando il Siena va male entra in ballo la Mens Sana.

Si, entra in ballo la Mens Sana, ma non per una stupida e meschina rivalità, ma solo perché in quella realtà vincente la mano delle Istituzioni si vede. Li è stato costruito un progetto, lì ci sono le risorse per portarlo avanti, lì ci sono gli uomini adatti per costruire i successi che sta raccogliendo e che, in tutta sincerità, ci auguriamo continuino a lungo.

Non è un sentimento di contrapposizione quello che alberga negli animi dei tifosi bianconeri, nessuno ce l’ha con una realtà senese che vince e porta in alto il nome della nostra città, sono le scelte fatte che contrappongono le due realtà, un errore imperdonabile che addebitiamo alla politica locale, un errore che di fatto uccide il ruolo sociale che lo sport ricopre nell’attuale società.

Quello che il tifoso vuole è che vengano riservate le stesse attenzioni anche alla Robur, sia in termini economici che, soprattutto, strutturali.

Sono i numeri che lo impongono, è la logica che lo richiede, è la realtà che lo pretende.

In tre anni di serie B e sette di serie A, è possibile che non si siano ancora trovate le risorse per costruire un centro sportivo? Perché non si inizia a pensare seriamente ad un assetto societario diverso? Come mai non si ascoltano le voci dei tifosi, una realtà di 11.000 anime che rappresentano un quinto della popolazione della città?

Ci voglio risposte chiare, non parole, ma fatti, gli stessi che chiediamo alla società e alla squadra bianconera per risollevare la testa.

Rifiutiamo senza tentennamenti la teoria che la retrocessione del Siena sia stata, per certi aspetti, programmata; chi crede al complotto è fuori strada e rischia di perdere di vista gli obbiettivi da inseguire.

Se  così fosse, di occasioni se ne sono presentate più di una in questi ultimi anni e non si supporterebbe la società con interventi importanti, addirittura vitali.

Resta, fino a prova contraria, la miopia della politica senese che, per ruolo, detta i ritmi e le scelte delle istituzioni cittadine in tutti i campi. Robur compresa.

Dietro alla protesta della tifoseria, c’è questo. Non c’è uno sfogo, ma l’ennesima dichiarazione d’amore, perché per noi la Robur è parte integrante della nostra vita, un modo pulito per ritrovarsi e vivere insieme la nostra passione.  Ma, forse, tutto questo è difficile da credere. (nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online