Corriere di Siena: Il vecchio titolo sportivo non servirà al ripescaggio

Non è vero che la Robur Siena non stia pensando a riprendersi il titolo sportivo dell'Ac Siena (per altro non più esistente perché non affiliata alla Figc). E' stato l'avvocato della società di Antonio Ponte, Andrea Bozza, a dichiararlo il 19 dicembre scorso al Corriere di Siena: "Dobbiamo attendere il pronunciamento del Tribunale di Siena sul fallimento o sul concordato dell'Ac Siena. Solo a quel punto faremo le nostre valutazioni, ma la Robur Siena sta pensando alla questione legata al titolo sportivo Ac Siena e al marchio". Per tornare in possesso del vecchio titolo sportivo servono una serie di requisiti non indifferenti. Ogni caso specifico ha le sue peculiarità, ma punto fondamentale è che la nuova società "si accolli ed assolva gli eventuali debiti di quella in liquidazione cui viene revocata l'affiliazione". E tra i vari debiti, come successo poco tempo fa, ci sono le insolvenze verso i tesserati che vanno da gennaio a giugno 2014. Il tutto è stato portato in concordato e anche per questo dovremo attendere l'8 gennaio per conoscere la decisione del Tribunale di Siena sul destino dell'AC Siena. Al momento non è possibile addentrarsi oltre e i casi dell'Ascoli oppure quelli del Napoli e della Fiorentina sono lì a testimoniarlo. Una cosa è certa: se sarà concesso il concordato sarà molto più facile riprendersi il titolo sportivo, in caso di fallimento serviranno tantissimi soldi che la Robur Siena non può permettersi. Non è nemmeno vero, inoltre, che tornando in possesso del vecchio titolo sportivo il Siena possa scavalcare altre società per un eventuale ripescaggio in serie B soltanto perché la vecchia Robur ha giocato dal 2000 al 2014 in serie A e cadetteria. C'è un regolamento della Figc, dell'estate scorsa, che parla chiaro in merito ai ripescaggi e il riferimento al titolo sportivo è semmai un problema. A fare la differenza sono i dettagli e tra questi i criteri previsti sarebbero penalizzanti con il titolo sportivo dell'Ac Siena. Infatti, è scritto "le società che hanno subito sanzioni per illecito sportivo c/o per violazione del divieto di scommesse nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 saranno in ogni caso escluse dal ripescaggio" (il caso più recente riguarda il Novara). Perfino i punti di penalizzazione che l'Ac Siena ha subito per le inadempienze sono motivo di non ripescaggio. Situazioni comunque da valutare caso per caso.
Dopo il pronunciamento del tribunale fallimentare sul futuro dell'Ac Siena conosceremo quale strada intenderà prendere la Robur di Antonio Ponte e quali strategie saranno adottate, anche in chiave legale, da parte dell'avvocato Andrea Bozza. La volontà di tornare in possesso del vecchio titolo sportivo, di tutti i trofei e soprattutto del marchio storico è un obiettivo della nuova società bianconera, ma non per una scorciatoia verso la Cadetteria. Solo per la storia e per l'affetto. Per tornare in serie B servirà altro, intanto vincere questo campionato e poi allestire per la prossima stagione una squadra di ottimi professionisti, supportata da una società stabile, con un patrimonio adeguato e progetti importanti. (Andrea Bianchi sugarelli)

Fonte: Il Corriere di Siena