Corriere dello Sport, Perinetti: “Siena, diamoci una svegliata”

A tu per tu con Giorgio Peri­netti all’indomani del giorno dedicato al­la comproprietà. Il direttore sportivo bianconero torna da Milano con qualco­sa di concreto in mano, ma anche con la consapevolezza che la costruzione del Siena versione 2011/2012 è ancora ab­bastanza lontana dalla definizione.

Si era detto che dopo la risoluzione delle comproprietà si poteva avere un’idea più approfondita del prossimo Siena. A che punto siamo?

«Adesso per lo meno abbiamo un qua­dro più chiaro della situazione. Sappia­mo quali sono i ruoli in cui abbiamo ne­cessità di intervenire, dobbiamo concre­tizzare le piste in tempi rapidi, altrimen­ti si rischia di perdere credibilità. Ab­biamo individuato i nominativi, dobbia­mo chiudere senza tergiversare, non è una buona cosa portare avanti tre o quattro opzioni senza arrivare mai a una conclusione. Se ho Gillet in mano, per fare un esempio di attualità, è il momen­to di dire sì o no, altrimenti si va a un’al­tra opzione. Pure lui non aspetterà a lun­go le nostre mosse».

A caldo, venerdì sera, si è definito “non soddisfatto” delle comproprietà. Perché ha usato questa espressione?

«Per la questione Paolucci che non è ancora risolta. Ci sono stati dei frainten­dimenti con la Juventus ancora da chia­rire. In realtà per il resto è andato tutto secondo i piani. L’operazione con il Par­ma era abbastanza delineata da vecchi accordi, ma non era facile metterla a po­sto nel dettaglio. Quella con il Bari è an­data secondo le aspettative. Adesso dob­biamo incontrare la Juventus per ripri­stinare un discorso accettabile su Pao­lucci. C’erano degli accordi di massima che all’ultimo non si sono concretizza­ti ».

La sensazione, a questo punto, è che nonostante il riscatto Paolucci non ri­marrà un giocatore della Robur. E’ un’impressione corretta?

«Vediamo. Ripeto, c’è un accordo da trovare, la prossima settimana sarà de­cisiva ».

Almiron rientra in questo discorso?

«Almiron può essere una delle chiavi per aggiustare la situazione».

Acquafresca, il nome senz’altro di maggior grido tra quelli accomunati al Siena in questa fase del mercato, è una pista percorribile?

«Tutte le piste sono percorribili, basta capire dove si può arrivare. Ma non pos­so fare discorsi di questo tipo per ogni giocatore il cui nome viene accostato al Siena. E comunque, in linea di massima, posso dire che è difficile anche prende­re giocatori con quotazioni più basse ri­spetto alla sua. Quindi è inutile parlare: rischiamo di essere velleitari o di anda­re incontro a situazioni che non possono andare nel verso giusto. Rischiamo di perdere tempo noi e di farlo perdere an­che agli altri».

Grossi è l’alternativa per l’attacco?

«Ci piace. Almeno adesso sappiamo con chi parlare, visto che alle buste lo ha riscattato il Varese. Anche nel suo ca­so ci vuole prontezza di azione».

Martedì sera sugli schermi di Sporti­talia ha usato frasi del tipo “i contratti si possono anche risolvere”. Più in ge­nerale, ha dato l’impressione di essere scarsamente fiducioso sul suo futuro al­la Robur nonostante il prolungamento del contratto di collaborazione fino al 2016. Come stanno esattamente le cose?

«Quella sui contratti era una battuta, parlavo in generale. Entrando nel meri­to della domanda, posso solo dire che io sono abituato a lavorare in un certo mo­do. Se questo modo non va bene, o io mi adeguo cambiando metodo oppure si de­vono cercare altre soluzioni. Quindi bi­sogna capire se il mio modo di lavorare, consolidato nel tempo, è adeguato alle tempistiche che ci sono in questo mo­mento. Se non lo è, eventualmente si può trovare un’altra soluzione. Di più cosa posso dire?». (Stefano Salvadori/Infopress)
Fonte: Stadio-Corriere dello Sport