Corriere dello Sport: Magia di Rosina, Baroni rimontato

LANCIANO (4-3-3): Sepe 6,5; De Col 6 Troest 6 Amenta 6,5 Mammarella 6,5; Di Cecco 6,5 Buchel 6 Casarini 6; Piccolo 6,5 (31' st Fofana sv) Plasmati 7 (36' st Vastola sv) Gatto 6 (14' st Thiam 6). A disp.: Casadei, Aquilanti, Turchi, Minotti, Paghera, Germano. Ali.: Baroni 6,5.
Falli commessi: 17 Fuorigioco fatti: 0
SIENA (3-5-2): Lamanna 6; Dellafiore 6 Giacomazzi 6 Feddal 6; Angelo 5,5 Pulzetti 5,5 D'Agostino 5 (1' st Paolucci 5) Vergassola 5,5 (23' st Schiavone 6) Valiani 6 (38' st Rossetti sv): Rosina 7 Giannetti 6. A disp.: Farelli, Jaguaribe, Crescenzi, Scapuzzi, Milos, Morero. Ali.: Beretta 6.
Falli commessi: 14 Fuorigioco fatti: 2

ARBITRO: Nasca di Bari 6. Guardalinee: Melloni-Colella. Quarto uomo: Roca.
MARCATORI: 8' pt Plasmati (L), 39' st Rosina (S).
AMMONITI: Giacomazzi (S), Dellafiore (S), Buchel (L), Valiani (S), Vastola (L).
NOTE: Lanciano col lutto al braccio perla prematura scomparsa del fratello del portiere Aridità. Commemorato anche il decennale della scomparsa dell'indimenticato presidente Ezio Angelucci. Spettatori 3.354, incasso di 27.526,50 ? (abbonati 1.794 con un rateo di 9.702 ?). In curva nord 50 tifosi ospiti. Angoli 84. Rec.: 1' pt, 5' st.

di Giancarlo Febbo

LANCIANO – Verrebbe da dire che così non vale, ma è pur vero che sin dalle sue origine questo gioco si nutre delle prodezze dei singoli. Allora, chapeau a Rosina che fa riagguantare al Siena una partita che stava fisiologicamente sfuggendo. Senza quell'episodio la vittoria dei padroni di casa sarebbe stata la conclusione più logica, perché il Lanciano ha cominciato a sottomettere i toscani sin dall'inizio e non si è fermato mai.

PARTENZA SPRINT – Partenza sprint, solito calcio da fermo di Mammarella (in questo caso corner), dentro chi capita. Stavolta tocca all'ariete Plasmati, quasi due metri di irruenza, piegare le mani a Lamanna don una capocciata doc. E' un prezioso marchio di fabbrica, non se la prenda Baroni, vero che la sua squadra non è solo quello, però parliamo di un'eccellenza di cui andare fieri. Rotti gli indugi, si entra in una fase (lunga) in cui il Siena non esiste. Solo palleggi orizzontali, tanti cambi di gioco stucchevoli e inutili, ogni tanto lo sfogo sulla destra dove, però, Angelo sbaglia tutti i cross. il Lanciano, invece, è corto e reattivo, famelico sulle seconde palle, con una difesa granitica e un tridente fastidioso come una zanzara in camera da letto. In pratica, la capolista va al doppio.

RIPRESA – Nella ripresa Beretta inserisce la terza punta (Paolucci che rileva il febbricitante D'Agostino),; abbassa Angelo e Valiani e alza Giacomazzi, si mette quasi a specchio, ma l'immagine più bella che si riflette è sempre quella dei rossoneri. Vicini al raddoppio più volte, con Plasmati (due) e Gatto. Poi entra Thiam che potrebbe "spaccare" definitivamente la gara, perché gli attacchi senesi sono stereotipati e la supremazia territoriale effimera, il senegalese dovrebbe andare a nozze con le ripartenze. Ma la beffa è in agguato e si annida tra i piedi (vellutati, va detto) di Rosina che nel finale approfitta di un rimpallò e da posizione molto decentrata di sinistro fulmina Sepe. C'è molto di occasionale nell'evento, eppure è superfluo sottolinearlo perché sull'almanacco resterà un pareggio e basta.

Fonte: Corriere dello Sport