Corriere dello Sport: Il Siena non smette di urlare

Non smette di bruciare il pareggio con il Cittadella. Il Siena chiede attenzione, rispetto e coerenza. Alla Robur non è andata giù la decisione di Ghersini di far ribattere al granata Di Roberto la punizione poi valsa l'1-1, viziata da una vistosa spinta di tre giocatori padovani.

PROTESTA – E la protesta questa volta è a voce alta. «Ho parlato con il presidente di Lega ha dichiarato il responsabile dell'area tecnica bianconera Stefano Antonelli – e ho detto – quello che pensavo. Se mi squalificano non mi importa serve una profonda riflessione. Quello che ci è accaduto va oltre ogni logica possibile». A far male sono sì i due punti persi ingiustamente, ma soprattutto il ripetersi di torti che stanno modificando una classifica già torturata dalla penalizzazione. E che stanno minando la serenità dello spogliatoio: è snervante sudare per una causa persa. «La rabbia è ancora tanta – spiega Paolo Dellafiore – e protestiamo perché siamo nel giusto. E' l'unica arma che abbiamo per chiedere ciò che ci spetta. Almeno avessimo avuto un chiarimento a fine partita. No: quando ci siamo avvicinati, il direttore di gara ci ha solo chiesto di allontanarci senza ammettere l'errore o almeno darci la sua spiegazione. Certe cose fanno male, soprattutto mentalmente. Non credo ai complotti, sono certo che gli arbitri agiscano in buonafede e senza essere prevenuti, cercando di dare il meglio nel-rispetto di loro stessi. Esattamente come noi, che però, alla fine, siamo quelli che paghiamo».

PROBLEMA ANNOSO – Il problema è annoso, la soluzione complicata, se non impossibile: i dialoghi settimanali con le squadre, gli incontri con i tecnici e i capitani rischiano di perdere valore. «Non sono né utili né costruttivi se poi sul campo avvengono certi episodi e non abbiamo neanche modo di confrontarci con loro – ha tuonato Gaetano D'Agostino. Sarebbe più costruttivo ammettere l'errore: un mea culpa potrebbe anche aiutarli a non sbagliare la volta successiva. Non ho mai battuto quest'anno una punizione a nove metri, forse neanche a sei. Allora facciamo come in Sudamerica che usano lo spray, mentre noi lo utilizziamo a Carnevale… ».

TORTI E TIFOSI – I torti subiti non sono andati giù neanche ai tifosi bianconeri, ovvero a coloro che, sole o pioggia, pagano il biglietto. «L'errore di Gherisini è grossolano – dice Lorenzo Mulinacci dei Fedelissimi – e si somma a tanti altri che ci hanno penalizzato. Serve maggiore attenzione nei confronti di chi scende in campo e nel rispetto di tutti».

Fonte: Corriere dello Sport