Corriere dello Sport: Beretta:. «E ci hanno applaudito…»

Soddisfazione per la qualificazione ai quarti di finale, ma anche consapevolezza di aver messo sotto il Catania, formazione di serie A che, nonostante i demeriti, rimane sempre di categoria superiore. Siena protagonista involontario della completa debacle del Catania, contestato dal proprio pubblico. Il calcio è anche questo, ma in casa bianconera nessuno può nascondere la propria soddisfazione per una qualificazione, forse insperata ma assolutamente meritata.

Sentimenti contrapposti negli spogliatoi dello stadio "Massimino": ai musi lunghi rossazzurri, infatti, si contrappongono i sorrisi dei protagonisti senesi, a cominciare dall'ex di turno, autore dei gol del provvisorio 1-1, Michele Paolucci. «Fare gol al Catania per me è sempre complicato, nel senso che è l'ultima squadra a cui vorrei segnare perché qui ho passato anni indimenticabili. Questo è il mio mestiere e devo fare il bene del Siena. Sono contento per i tifosi e soprattutto per quelli che a Roma hanno perso l'aereo e non sono riusciti a raggiungere Catania. La vittoria e il gol sono dedicati soprattutto a loro». Per il Siena, dunque, vittoria, qualificazione e derby contro la Fiorentina che precederà la ripresa del campionato che i bianconeri dovranno affrontare con altri due punti di penalizzazione.

Poi ecco Mario Beretta: «Arrivare ai quarti è un grande merito, però prima di tutto volevo ringraziare il pubblico catanese perché in una situazione così difficile non è facile applaudire la squadra avversaria. Siamo venuti a Catania per provare a giocarcela, consapevoli delle difficoltà della partita, legate anche al fatto che la serie B è ferma per la sosta e non scendiamo in campo dal 29 dicembre. Volevo capire che tipo di reazione potesse avere la mia squadra e forse il risultato va oltre le più rosee aspettative». Soddisfazione massima per Beretta nonostante il Catania non abbia giocato con i titolari: «In campo

comunque c'erano giocatori importanti come Lodi, Leto, Maxi Lopez e Peruzzi, questo aggiunge valenza alla nostra prestazione, oltre il 4-1 finale. Il Catania? Ha le qualità per potersi salvare e ancora la classifica non lo condanna alla retrocessione. Le basi per poter recuperare ci sono e il pubblico è un valore aggiunto». In una situazione così accetterebbe, da allenatore, un'eventuale chiamata del Catania? La risposta non lascia dubbi: «Mi è capitato di lavorare su panchine in situazioni molto più difficili. Consigli a De Canio? Non ha bisogno di mie indicazioni».

E, come ormai consuetudine, è il solo De Canio a presentarsi a fine partita, deluso come il pubblico etneo: «Quando le cose vanno male è tutto normale. Ho messo in campo le "pseudo" riserve, ma comunque giocatori che fino a qualche settimana fa erano i titolari: a volte accadono eventi che non si possono spiegare. Sono molto rammaricato anche perché non c'è stata la reazione che mi aspettavo dai giocatori che hanno meno spazio. Rischio esonero? Sono sereno perché conosco il calcio. Non scappo e non vado da nessuna parte. Se la società deciderà in tal senso, me ne farò una ragione».

Fonte: Corriere dello Sport