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Corradi: “Auguro alla Robur un percorso in crescendo”

In occasione della cena tenutasi martedì scorso nella contrada del Bruco non poteva mancare Bernardo Corradi, che da brucaiolo ha fatto gli onori di casa nella serata che ha visto la contrada accogliere una delegazione della Robur. L’ex attaccante senese è stata la persona ad aver introdotto a Siena Simone Giacomini: «Se sento un po’ mia l’impresa? Nella misura in cui se la può sentire sua qualsiasi senese che ha fatto un piccolo passo in più verso la squadra, magari comprando il biglietto quando non lo poteva comprare. Noi senesi, nelle difficoltà, sappiamo stringerci e, chi più chi meno, tutti abbiamo fatto il nostro. Sento mia l’impresa – racconta il tecnico della nazionale Under 19 a La Nazione – come se la sentono tutti i brucaioli che si sono segnati per andare in trasferta. Quando ho potuto ho seguito le dirette o sono venuto allo stadio  e con il presidente sono sempre stato in contatto. All’inizio c’era un po’ di preoccupazione perché quattro giorni per allestire una squadra sono veramente pochi. Hanno fatto uno sforzo enorme, più grande di quello solitamente richiesto da un campionato di Eccellenza: bravo a chi è sceso in campo e a chi ha lavorato dietro le quinte. Ora è il momento di festeggiare, poi con calma, relativa calma, ci sarà da pianificare il futuro».

Corradi prosegue: «Dopo la promozione e il traguardo dell’imbattibilità tagliato era contento, come è normale lo sia un qualsiasi imprenditore/presidente che crede in un progetto e cerca di portarlo avanti nel miglior modo possibile. Diciamo che la prima puntata del programma è andata benissimo, speriamo che ci sia un crescendo. Le basi vanno poste in maniera matura e razionale, non è che possiamo chiedere subito la Serie A. Credo che la cosa fondamentale sia costruire una squadra che un domani si possa anche autosostenere. E sono tante le cose a cui pensare, dallo stadio alla città sportiva, alle strutture per mettere i giocatori e l’allenatore nelle condizioni di rendere al meglio». Un legame particolare lega l’ex bomber a mister Lamberto Magrini. «Siamo stati compagni di squadra a Poggibonsi: io ero un ragazzino, all’esordio nel professionismo. Sapevo che serviva un mister con esperienza, che conoscesse la categoria. Lui ha allenato anche in serie superiori, ma si è calato perfettamente nella parte. E i ragazzi non si sono neanche potuti esprimere al meglio, perché il campo nel quale hanno giocato non era come il nostro stadio. Quando sei una squadra tecnica, più il campo è grande, più metti in difficoltà gli avversari. Le voci sulla società? Leggo quello che leggono gli altri. Sono abituato a commentare cose che conosco».

Fonte: Fol