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Conti: “Sette anni a Siena, poi la batosta. Sfidare la Robur mi inorgoglisce”

“Ho affrontato altre volte il Siena, ma è sempre una bella emozione. Ho vissuto tutto il settore giovanile in bianconero e sono stato veramente bene”. Sfida particolare, quella di domenica, per Emanuele Conti, portiere del Montevarchi cresciuto nella Robur “con orgoglio”, spiega a Canale 3 Toscana e al Fedelissimo Online.

Ripercorriamo, Emanuele, la tua esperienza a Siena.

Arrivo all’età di 12-13 anni, faccio la trafila dagli Allievi Nazionali fino alla Primavera, e poi da lì vengo aggregato molte volte alla prima squadra. Ho trascorso quasi 7 anni a Siena.

C’è un ricordo particolare che ti salta in mente?

Il più bello è quando ho fatto il salto in prima squadra. Arrivai a frequentare lo spogliatoio con persone come Reginaldo, Valiani, D’Agostino.

L’allenatore o il preparatore dei portieri che ti ha dato di più?

Sicuramente Marco Savorani, uno dei top allenatori dei portieri in circolazione. Lui mi ha dato veramente tanto.

Eri il terzo portiere dell’ultimo Ac Siena, in Serie B prima del fallimento.

Ero definitivamente aggregato come terzo portiere alla prima squadra fino a quando non arrivò la brutta notizia del fallimento, che purtroppo mi ha costretto a cambiare società. Fu una batosta. Fai una scalata, arrivi al traguardo e di colpo svanisce tutto. Da lì ho fatto scelte di vita abbastanza pesanti, le prime esperienze lontano da casa. Sono andato subito a Campobasso, in D, e poi club come Cavese, Mantova, Bari. Purtroppo non c’è stato più modo di tornare a casa. Però sono state tutte esperienze costruttive.

Adesso sei a Montevarchi e da over stai subendo la regola delle quote, come Giusti.

Giusti non lo conosco direttamente, però l’ho visto giocare ed è veramente un grande portiere. Purtroppo è una regola che ci limita molto. Che si può fare? Dare sempre il massimo per farsi trovare pronti, in modo da dare anche un esempio al gruppo. Io tra l’altro quest’anno sono anche il più vecchio della squadra, cerco di trasmettere i corretti valori a questi ragazzi.

Il Montevarchi sorprese il Siena all’andata con un calcio iper offensivo, un’idea che alla fine non ha pagato, visto l’esonero di Lelli. Cosa non ha funzionato?

In una piazza come Montevarchi, dove ci sono pressioni, appena c’è un risultato negativo hai tutti contro. Però il gioco del mister secondo me sarà il futuro. Paradossalmente penso si possa esprimere meglio in categorie superiori, e glielo auguro.

Sei favorevole a questa costruzione al basso, con il portiere che partecipa sempre più spesso all’impostazione, e ai tanti rischi che ne comporta?

In D bisogna valutare bene i terreni di gioco, i campi non sono ottimali e diventa anche più difficile giocare dal basso. Per quanto mi riguarda mi piace, ma fino a un certo limite. Bisogna ricordarci che un portiere, se sbaglia una mezza volta, si prende un rischio altissimo.

Una valutazione sul Siena?

Un’ottima squadra formata da giocatori importanti. Quest’anno è dura perchè il Livorno è formidabile. Conosco molto bene Guerri, so delle sue competenze. Il Siena si deve consolidare e puntare l’anno prossimo a vincere il campionato e tornare dove merita.

Domenica ritroverai Giannetti.

Lo conosco bene, è fortissimo, un bravissimo ragazzo. Con lui ho vissuto insieme lo spogliatoio nel periodo della Serie B.

Ci sarà buona probabilità di vederti in campo dall’inizio?

Sì, c’è una buona possibilità che giochi. Deciderà il mister, ma spero con tutto il cuore di giocare.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol