Conte guiderà la Juve: “Che gioia le parole di Nedved e degli ex compagni”

Seppure l’attesa per l’annuncio ufficiale sia un countdown corrosivo e il protocollo consigli prudenza, il tabù Juventus crolla immediatamente nei saluti ufficiali che ieri Antonio Conte ha voluto dedicare al Siena, squadra appena traghettata in A. Al campo sportivo di Colle Val d’Elsa la commozione dell’ex capitano bianconero si fonde con l’entusiasmo di un sogno che sta per avverarsi. E così, dopo aver omaggiato il proprio staff (in concomitanza temporale con l’addio annunciato da Del Neri a Torino), per la prima volta Conte accetta di calarsi nel nuovo ruolo in un’intervista trasmessa ieri notte su Sport Mediaset.
Che allenatore è oggi Conte?
«A me piace vincere, questo è fuori dubbio. Se dopo quattro anni di professione vengo considerato un tecnico vincente, questo mi inorgoglisce e mi dà grande forza per il futuro. Per ora ho ottenuto due promozioni in serie A che considero traguardi molto importanti. So che ho davanti un lungo percorso, ma ho le idee molto chiare, ho un concetto base di gioco e le mie squadre hanno una precisa fisionomia. Su alcune certezze, come l’organizzazione e la fantasia nel gioco offensivo, mi baso sia nei momenti positivi che in quelli negativi. Inoltre posso dire di aver avuto la fortuna e la bravura di stare tredici anni in una grande Juve. In maglia bianconera ho vinto praticamente tutto anche se ho anche perso tanto. E forse il fatto di perdere tanto mi ha dato grandi stimoli per inseguire nuovi successi».
Che anno è stato per lei quello che si è appena concluso?
«Una stagione importante sotto tutti i punti di vista, un anno straordinario in cui abbiamo lavorato alla grande in un ambiente in cui si avvertiva profonda delusione per una retrocessione maturata dopo sette anni di A. Ma non abbiamo neppure per un attimo perso di vista il nostro obiettivo e alla fine l’abbiamo centrato».
Si sente pronto per allenare una grande squadra come la Juve?
«Potrei dire “Sono nato pronto”, ma sarebbe troppo facile. Chi ha delle qualità e sa prendersi delle responsabilità, esprime queste doti sia in serie B sia a grandi livelli. L’importante è non rinunciare alle proprie certezze e alla propria personalità. Da giocatore ho imparato a raggiungere traguardi importanti, conosco il sacrificio che sta alla base dei successi. E sto trasportando tutto sul campo, come allenatore. Ma non voglio fare proclami, a me piace parlare con i fatti».
Nessuno a Siena le ha fatto pressioni perché rispettasse il suo contratto. Come ha accolto questo atteggiamento?
«Devo ringraziare per questo il presidente, Perinetti e lo sponsor Monte dei Paschi. La loro disponibilità mi ha fatto piacere, non ho mai avuto dubbi perché sapevo di avere a che fare con persone perbene. Penso di aver ricevuto tanto dal Siena, ma so che ho anche dato molto».
In questi giorni le sono arrivate le investiture di Capello, Nedved e tanti giocatori della Juventus. Il pubblico bianconero è sempre stato dalla sua parte.
«Ricevere attestati di stima da parte di persone come Capello, allenatore grandissimo, di Pavel che ha vissuto tanta Juventus con me e da parte di altri ex compagni mi ha fatto enormemente piacere. Detto questo sarà poi il campo, se mi verrà data la possibilità, a dimostrare che non ho fatto dire delle scemenze a tutti loro».
Fonte: La Stampa