Conte e la partita decisiva E la difesa va all’attacco

Alle 15. L'orario è quello tipico delle partite italiane. E in un certo senso, pur non essendo sabato o domenica, quella di oggi a Roma è un «sfida» importante per Juve e, soprattutto, Antonio Conte. Dopo quasi 5 mesi dal momento in cui il suo nome è comparso in un verbale della Procura federale, il tecnico potrà difendersi e raccontare la sua versione. Lo farà, come abitudine, in attacco. Non limitandosi a respingere le contestazioni che arriveranno dagli 007 di Palazzi. Accuse pesanti basate solo sulle parole del pentito Filippo Carobbio. L'ex centrocampista del Siena, arrestato lo scorso 19 dicembre nell'inchiesta del calcioscommesse, ha chiamato in causa il suo vecchio allenatore per Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena. Accuse che sulla carta potrebbero portare a un deferimento per illecito e quindi a una possibile lunga squalifica. Accuse che gli avvocati di Conte (De Rensis e Chiappero) rispediranno al mittente. I legali hanno depositato delle indagini difensive corpose, tese a dimostrare come Carobbio (giudicato attendibile dalla Procura) avesse motivi di acredine nei confronti dell'allenatore. Un risentimento familiare che coinvolge la moglie. Questo è il punto di partenza. A seguire una serie di ricostruzioni per far vacillare le certezze dell'accusa che per ora non ha trovato sponde (leggi testimonianze). Nonostante questo la partita è aperta a qualsiasi soluzione. Pareggio compreso.
Notte romana Ieri Conte e i suoi avvocati sono arrivati alle 17 nella Capitale. Subito dopo la delegazione juventina si è ritrovata per una lunga riunione. Gli avvocati hanno fatto il punto della situazione e tracciato la linea da seguire dinanzi alla Procura. Nessuno si aspetta tappeti rossi o una audizione morbida. Al contrario è probabile che gli 007 di Palazzi alzino la voce. Sarà una partita a scacchi. Ogni mossa dovrà valutare conseguenze e risposta della controparte. Di sicuro prima delle 15 le posizioni restano distanti: Palazzi senza ammissioni punta al deferimento di Conte ( per illecito), la difesa entra convinta di poter portare a casa l'assoluzione.
Scenari e il ruolo di Stellini È possibile una convergenza viste le premesse? Non è da escludere. Certo, la procura dovrebbe ammettere che il risentimento (e l'episodio della lite è stato documentato in modo preciso e difficile da smentire) potrebbe aver portato il pentito ad alterare quella accusa. Carobbio non perderebbe, quindi, lo status di «credibile». D'altra parte la difesa di Conte dovrebbe fare un passo «distensivo». Magari accettando una omessa denuncia e patteggiando una pena minima (tre mesi o due più forte multa). Siamo nel campo delle ipotesi. In questo quadro mancherebbe un tassello: al contrario di Novara-Siena, su AlbinoLeffe-Siena la Procura ha in mano dei riscontri. Alcuni giocatori dei lombardi hanno confermato le parole di Carobbio che però non accusa direttamente Conte, ma Stellini. Una sua eventuale ammissione modificherebbe lo scenario. Una cosa è certa: alle 15 la gara ha inizio. E Conte potrà dire la sua.
Ritiro dimezzato Che quella di oggi sia una sfida importante lo si è capito ieri: il tecnico campione d'Italia nel primo giorno di ritiro ha solo assaggiato l'aria di Chatillon. Un paio d'ore: il tempo di arrivare, salutare lo staff della scuola alberghiera che si era messo in fila per applaudire la squadra, pranzare, risalire su una macchina e poi sull'aereo privato che da Aosta l'ha portato a Roma. Difficile capirne lo stato d'animo. Chi l'ha visto da vicino racconta di un uomo apparentemente tranquillo, che ha cercato di non trasmettere le proprie inevitabili ansie al gruppo che da un anno guida con fermezza. Conte ha salutato tutti dando appuntamento per domani mattina. Resta da capire con quale stato d'animo scenderà in campo. Forse quello che più lo ferisce è che qualcuno possa non credere alla sua innocenza.

Fonte: La Gazzetta dello Sport