Lettere

Considerazione sulla Robur. Ci scrive Fosco Losi

Caro Direttore

preso dalla più profonda disperazione in merito alle inqualificabili prestazioni della Beneamata Robur, sento il bisogno di esternare una specifica considerazione riguardo alla condizione della squadra che rappresenta la nostra città.

Nessuno sportivo o tifoso che sia, pretendeva e pretende in quest’anno di grazia che dicono sia transitorio e propedeutico, una squadra che lottasse per i primi posti o che fosse in grado da subito di fare il salto di categoria. Ognuno di noi, però, sperava in un campionato dignitoso con partite decorose che fossero espressione di un calcio divertente ed efficiente tale da recuperare la passione degli sportivi.

Niente di tutto questo: le prestazioni della squadra (ad eccezione di qualche sporadico sprazzo in alcune partite) sono inqualificabili (sia con il vecchio che con il nuovo allenatore); i giocatori appaiono lenti e compassati tanto da far apparire gli avversari come autentici supermen; qualunque impianto di gioco 3-5-2/ 4-4-2/ 4-3-3 o quello di Laganà non sembrano compatibili e/o confacenti con questi “atleti”.

Ogni partita con qualsiasi avversario di fronte, di prima o di ultima fascia, presenta lo stesso canovaccio: gli altri corrono i nostri camminano, gli altri guardano la palla ed arrivano prima i nostri guardano l’uomo, gli altri accorciano le distanze fra loro la nostra squadra le allunga, gli altri ampliano gli spazi e sfruttano gli inserimenti i nostri si affidano al singolo (Marotta…), gli altri aggrediscono i nostri portatori di palla i nostri retrocedono sul portatore di palla altrui; eccetera eccetera…

Per gli allenatori delle altre squadre che incontrano la Robur non è affatto difficile impostare la partita perché non è necessario ricorrere a particolari alchimie tattiche e/o qualsivoglia impostazione organizzativa innovativa o singolare, ma è sufficiente correre e pressare – prima o poi il risultato sarà ottenuto -.

Allora i nostri sono tutti brocchi?!!.. no non lo sono!

Peraltro dai miei riscontri risulterebbe che il gruppo di giocatori che fanno parte della rosa sia composto di persone corrette e motivate e di professionisti seri che scendono in campo determinati e vogliosi di ottenere risultati ed offrire prestazioni decenti; la circostanza di esternare l’amarezza per i risultati ottenuti ne è una conferma .

Ed allora dove sta la causa?

Secondo me il fatto principale (non unico!!!) che determina questo stato di cose è la precarietà atletica! Precarietà intesa non come propensione agli infortuni (!) ma come insufficienza di allenamento.

Oltre alle caratteristiche naturali di ogni giocatore che in parte sono fornite da madre natura e/o degli aspetti tattici preparati dagli allenatori, se vuoi vincere – in qualunque categoria – devi correre più degli altri, devi arrivare prima, devi raggiungere il momento critico della stanchezza un minuto dopo gli altri.

Affinché tutto ciò sia possibile è necessario avere e tenere un livello atletico di massima efficienza.

Se all’inizio del campionato questa carenza poteva essere imputata al ritardo della preparazione, il protrarsi della situazione ha neutralizzato la scusante. Avevo pensato che con il cambio dell’Allenatore in concomitanza con la sosta invernale e la naturale ripresa degli allenamenti, ci potesse essere una decisa inversione di tendenza e consegnarci una squadra atleticamente all’altezza (come accaduto altre volte in passato): niente di tutto questo. E’ cambiato lo spartito (modello di gioco) ma la sinfonia è la stessa (andamento lento).

Mi auguro di tutto cuore che già dalla prossima partita tutto sia risolto, perché abbiamo impellente bisogno di recuperare quel giusto entusiasmo senza il quale non esiste il gioco del calcio.

Cordialmente.

Fosco Losi