Conosciamo la Ternana avversaria in Tim Cup

La Ternana è una squadra buffa, vuoi perché, a differenza di tutti gli altri tifosi che hanno una curva sud e una nord, loro hanno una curva est, vuoi perché, a piccole dosi, i ternani so intrinsecamente simpatici.
La ridente cittadine di Terni, vergognosamente rasa al suolo nel 43, venne tosto ricostruita intorno alla cittadella della Tyssien Krup. (che è enorme, giuro, ci potrebbe sta dentro Siena.). adagiata in una conca in mezzo ai monti d’inverno fa buio alle 2 del pomeriggio, d’estate fanno costantemente 35 gradi. (diolabenedica…).
la prima volta che vidi Terni fu in trasferta, girando da quello che sarebbe poi diventato lo svincolo di ogni domenica sera; li giurai a me stesso che prima di tornarci mi sbarbavo con le pinzette, e infatti, mo’ (come dicono anche li) ci abito. Forza vecchio cuore…
la Ternana, invece, che ai bombardamenti del 43 dice sia sopravvissuta, non sta passando momenti felici. Nel 2004 veleggiava verso la serie A, forte di una rosa che comprendeva pezzi da novanta come Zampagna, Frick, Jimenez, Kharja, Paci e Grava.
Incredibilmente da febbraio le Fere si trovarono ad inanellare una serie incredibile di sconfitte terminando il campionato settimi, in un anno in cui ben 6 squadre facevano il salto nella serie regina.
Al barrino di Piero, li a Boccaporco (quartiere quanto mai rinomato della periferia ternana), il mio amico vecchino che legge il corriere dell’Umbria con la lente di ingrandimento, mi racconta sempre che da li le cose iniziarono a andare male.
La proprietà inizia una politica francamente incomprensibile, mettendo fuori rosa, di volta in volta, i giocatori migliori.
Non solo, si concretizzano una serie sconcertante di cessioni, tutte a parametro zero, in cui, tutti i pezzi pregiati sopra citati, trovarono la strada per lasciare Terni senza regalare alle Fere nessun tipo di contropartita di spessore. Ultimo di una lunga lista Candreva, cresciuto nel vivaio ternano e ceduto a parametro zero.
Inutile, a questo punto, parlare del tifo, se nel 2004 la squadra veniva sostenuta da almeno 15000 tifosi ogni domenica, adesso difficilmente se ne contano mille, meno che per altre realtà locali di quartiere.
Nel biennio 2007-09 il risentimento verso la proprietà e da parte dell’amministrazione ternana è così evidente che la squadra è costretta a giocare in campo neutro due partite, prima di riuscire ad accordarsi.
Le fere tornano così a giocare al Libero Liberati ma la situazione non migliora. L’allenatore viene inserito in gruppo la sera prima che inizi il ritiro e così, nonostante una formazione dignitosa, la ternana liscia i PLAY OFF all’ultima giornata.
Oggi tiene banco il caso Jimenez, riscattato per quasi 3 milioni di euro, quando, forse, sarebbe bastato meno per costruire una corrazzata e sbancare la serie C. (Leo)

Fonte: Fedelissimo online