Concluso il convegno su Gli interessi delle associazioni di tifosi di calcio tutelati nel diritto sportivo

 

Si è chiuso il Convegno “Gli interessi delle associazioni di tifosi di calcio tutelati nel diritto sportivo”, organizzato dal Prof. Luca Stanghellini dell’Università di Siena, una due giorni molta interessante caratterizzata da molti qualificati interventi.

 

La tesi proposta dal prof. Stanghellini è stata sviluppata ampiamente e, oltre all’aspetto prettamente giuridico, si è cercato anche di dare una connotazione al termine “associazione di tifosi”.

Giuseppe Mussari, presidente della Banca Monte dei Paschi, è intervenuto proprio sulla tipologia delle associazioni di tifosi:

 

“Le associazioni dei tifosi non sono tutte uguali, la capacità e possibilità di agire in giudizio va ancorata a qualcosa di solido, che può essere una forma giuridica di base che possa essere riconosciuta e della quale possano essere valutate le procedure democratiche di rappresentanza. A Siena, per esempio, mi viene in mente il Siena Club Fedelissimi. Questo sasso lanciato nello stagno della tifoseria organizzata credo sia utile e benvenuto perchè può portare anche a una maggiore responsabilizzazione di certi soggetti e produrre una crescita dal punto di vista culturale e della consapevolezza”.

 

Molto apprezzati anche gli interventi successivi di Italo Cucci, Valentina Mezzaroma e Nicola Natili, nel corso della tavola rotonda moderata dal giornalista del Tg2 Claudio Valeri.

 

“No al calcio moderno” è stato l’esordio di Italo Cucci che ha evidenziato come i continui cambiamenti susseguitesi nel tempo hanno finito per peggiorare il prodotto che viene offerto agli utenti, cioè ai tifosi, proseguendo in una lucida analisi che ha toccato vari argomenti ricorrendo sempre  alla nota competenza e maestria del grande giornalista.

 

Più specifico l’intervento di Valentina Mezzaroma, vicepresidente dell’AC Siena, che si è soffermata sulla tessera del tifoso.

 

«Vedendo ciò che è successo domenica al derby, forse è il caso che la tessera del tifoso venga presa seriamente in considerazione. Mi sembra che le cose anzichè migliorare, peggiorino. Non è giusto che per diecimila facinorosi, come sono a Roma, paghino un pò tutti, anche la tifoseria del Siena che è stata riconosciuta come la più pacata del campionato che incappa in restrizioni.

Siamo stati i primi ad applicare la normativa nella sua interezza. Lo trovo uno strumento molto civile e permette di andare allo stadio a prescindere dalle restrizioni decise dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. Doverne aspettare ogni lunedì le decisioni secondo me è castrante».

 

Diverso il parere in merito di Nicola Natili:

“La tessera del tifoso, secondo il mio personale parere, serve a poco o niente. Certe misure vengono adottate per frenare i bollenti spiriti di certe tifoserie ma vengono applicati solo a quelle più controllabili. Avrebbe evitato, la tessera del tifoso, l’happening in punta di coltello organizzato a Ponte Milvio dopo il derby romano?”

Interessante anche l’intervento sul tema del congresso:

“Il Siena Club Fedelissimi potrebbe essere un modello su cui lavorare per cercare di dare dei contorni giuridici alle associazioni dei tifosi. Dalla storia di questo Club si potrebbero trovare interessanti spunti in merito e mi permetto di proporlo all’ attenzione degli esperti.” (L.M.)

Fonte: Fedelissimo Online