Con la squadra fino in fondo

Dopo tre settimane di sosta in cui non ci siamo fatti mancare niente, tra il maltempo che ha condizionato la preparazione, il solito atavico problema della mancanza di campi,  il rinvio della partita con la Colligiana e le esternazioni di Antonio Ponte, finalmente ritorna il calcio, quello giocato, quello che ci piace e che, alla fine di tutti i salmi, è quello che conta di più.

Tutto quanto è successo in questi ultimi giorni era in gran parte prevedibile, dalle condizioni atmosferiche ai disagi legati agli allenamenti, fino alle dichiarazioni di Ponte che, a nostro parere, non ha fatto altro che riportare alla luce una situazione che già conoscevamo e che pertanto non può meravigliare chi segue con attenzione le vicende bianconere.  Il presidente dice che se non trova soci subentreranno delle difficoltà per affrontare la Lega Pro. Il problema non è trascurabile, ma l’argomento merita un approfondimento che questo spazio ristretto non ci concede e che, oltretutto, da per scontata la promozione della squadra di Morgia. Secondo noi il problema più impellente è proprio questo, perché se ci potrebbero essere difficoltà per affrontare la Lega Pro, ancora maggiori sarebbero se la squadra non raggiungesse l’obiettivo. Ancora una volta i fronti da seguire sono due, quello societario, per cui i tifosi si sono già mossi e che continueranno a monitorare e quello relativo al campo, a questa squadra che per esperienza e caratteristiche deve essere protetta da ogni spiffero e da ogni allarmismo più o meno giustificato. La rinascita della Robur passa dai ragazzi, da quello splendido gruppo che Morgia e Ponte hanno costruito e che sta cercando di far ripartire un sogno. Siamo ormai al rush finale e mai come ora è importante far sentire il nostro appoggio, la nostra passione, il nostro totale coinvolgimento. Dobbiamo spingere la squadra verso il successo perché dal risultato finale dipenderà molto del nostro futuro e questa non è certamente una novità. In questa stagione tutto è stato guadagnato sul campo, domenica dopo domenica senza che nessuno ci abbia mai regalato niente.  Siamo partiti in ritardo, tra mille difficoltà e tanti dubbi; la squadra ci ha messo anima e corpo, ha cercato di capire la città e la sua storia integrandosi al massimo con essa, ha lottato, ha vinto e ha riportato in vita una passione che ha rischiato di spengersi quel maledetto 15 luglio 2014. Se siamo ancora orgogliosi della nostra Robur lo dobbiamo a loro e a loro dobbiamo dedicare la nostra passione, come abbiamo fatto fino ad oggi e ancora di più, perchè lo meritano, perché dobbiamo centrare in tutti i modi l’obiettivo finale. Ieri è il passato, il domani deve arrivare, l’oggi lo stiamo vivendo.  (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online