Con la Robur il rilancio della città

Stiamo per vivere una giornata se non storica,sicuramente importantissima per tutti noi e la nostra passione. Aspettiamo e tocchiamo ferro, siamo all’arrivo ma dobbiamo ancora vedere il traguardo finale. Al fine di coinvolgere ancora di più tutta la città, Ponte ha voluto invitare quasi personalmente tutti i senesi a venire allo stadio domani pomeriggio. È stata un’iniziativa, quella del patron bianconero, inedita, simpatica e apprezzabilissima. In fondo lui ha sempre cercato di coinvolgere tutti, anche se le risposte, dal lato economico, non sono state tutte positive. Proprio su questo  si gioca il futuro della nostra società. Ponte ha sempre detto che garantirà il futuro, ma senza nuove risorse economiche, non potremo sognare in grande. Per questo ha chiesto aiuto alla città, cercando di creare una specie di azionariato diffuso, partendo dallo sponsor nelle maglie. Tanti per fare un esempio, proprio nei giorni scorsi il Bournemouth, in Inghilterra, è stato promosso nella Premier League grazie alla rinascita voluta da tutti i tifosi. La squadra del sud dell’Inghilterra, infatti, falli nel 1997, i tifosi si rimboccarono le maniche e organizzarono un azionariato per rilanciare la loro squadra del cuore. Oggi hanno coronato il proprio sogno. In  passato si è parlato spesso di azionariato popolare, di voler partecipare, da parte dei tifosi, alle vicende societarie, si è discusso di metodi e persone, ma nulla è stato fatto. Di certo l’azionariato popolare è una cosa molto affascinante e positiva, anche se poi, alla resa dei conti, ci vogliono anche grandi azionisti. Troppi distinguo hanno frenato questa iniziativa, soprattutto sulle persone, oggi sarebbe il momento di darsi una mossa. Imprenditore interessati e gruppi di tifosi potrebbero partecipare alla vita societaria come ha chiesto Ponte, potendo così monitorare quanto succede, garantire un futuro solido alla società, coinvolgendo tutta la città. La Robur è un patrimonio di Siena, molti forse non l’hanno capito. Una società di calcio ad alti livelli e sana, potrebbe offrire una possibilità economica di riscatto e di rilancio a tutta la città. Per i più duri ricordiamo che giocare in serie A e B vuol dire più tifosi, più gente in città, e quindi nei negozi, nelle fredde domeniche invernali, più turisti, più soldi che girano, detto in parole chiare.

I soldi a pioggia del Monte sono finiti da tempo, ora dobbiamo andare avanti con le nostre gambe, non solo nello sport. Noi del calcio potremmo dare un esempio positivo, ma possiamo farlo solo se qualcosa si muove nelle menti di quelli che possono farlo.

Domani tutti al Rastrello, quindi, con un occhio al futuro che potrebbe essere bello come il passato. Basta volerlo.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo Online