Comunicato Siena Club Fedelissimi

Cui prodest? Per chi non ha studiato il latino: a chi giova? Viene da chiederselo se, a bocce ferme, si riflette su quanto accaduto in curva domenica scorsa e sopratutto nei vari siti, blog e muri in questi giorni.

Sicuramente non giova alla serenità del Siena, inteso come squadra e società. Giocare in un ambiente diviso e ostile non è un fatto positivo. Non può e non deve essere un alibi per giocatori e dirigenti, ma sicuramente non aiuta a migliorare le cose.

Serve ai tifosi? No, crediamo sicuramente di no. Al di là delle simpatie e delle antipatie, delle diversità di vedute su certi fatti e vicende societarie, una divisione dei tifosi serve solo a qualche personaggio per mettersi in mostra e affermare la propria personalità che altrimenti non avrebbe avuto spazio adeguato . Non è utile nemmeno come valvola di sfogo verso un’annata storta, nata male e proseguita peggio, della quale i tifosi, tutti, non hanno la più minima responsabilità. I veri colpevoli del disastro attuale se ne sono andati o stanno per essere cacciati, per merito, questo si, anche dei tifosi che hanno fatto sentire la propria voce tutti uniti (badate bene).

Quanto è successo domenica è frutto di un disguido, di una errata comunicazione, lungi da noi l’intenzione di offendere o delegittimare uno o più gruppi della curva con cui abbiamo sempre collaborato e di cui facciamo parte con il nostro Fedelissimi Curva Robur.

Leggere l’episodio come una presa di distanza da qualcuno è la valutazione più sbagliata che si possa dare e questo lo affermiamo con la massima convinzione, così come sbagliata è l’interpretazione che qualcuno ha dato alle parole riportate nello striscione.

Avanti Mezzaroma non è una presa di posizione a favore del presidente, ma un incitamento verso lo stesso ad andare avanti con i programmi enunciati e ribaditi più volte e che i tifosi si aspettano per ripartire

Vogliamo evitare ulteriori commenti, chiediamo solo a tutti di fare un passo indietro, di riflettere sull’accaduto affinché non succeda mai più. Il nostro non è falso buonismo. Il nostro club si è sempre assunto le proprie responsabilità. A noi piace tifare Siena, ci piace divertirsi allo stadio e fuori, ci dispiace e si incazza per le sconfitte, ma l’amore e la passione per la Robur vanno al di là della categoria dove gioca o giocherà la nostra squadra. Forse questa crisi coglie impreparati quei tanti giovani che hanno riempito (e ne siamo contenti) le gradinate del Franchi solo da un decennio, visto che l’ultimo campionato  culminato con una retrocessione risale al lontano 1987. Questo concetto non vuol dire “accettare” la retrocessione, ma capire che la Robur, più dei giocatori, degli allenatori, dei dirigenti, viene prima di tutto e per questo dobbiamo cercare di ragionare e non farci prendere dal panico e sfogarsi in un “tutti contro tutti” assolutamente improduttivo. Il nostro club ha sempre cercato, e sempre farà, il dialogo con tutti, nel rispetto e nella libertà, consci dei numeri della nostra tifoseria che solo unita si può permettere di portare avanti un discorso positivo.

Mettiamo il punto definitivo sulla vicenda in questione, augurandoci che anche altri abbiano il buon senso di farlo. 

Siena Club Fedelissimi