Colomba: “Con l’orgoglio e con la testa”

Mister, quello di domani sera con il Siena è già uno spareggio?
“Uno spareggio anticipato, ma non determinante al cento per cento. Tutte e due le squadre non sono in posizione ottimale di classifica e chi riesce a spuntarla respirerà per un po’ e acquisterà più fiducia, ma sarà comunque un respiro fittizio: sappiamo che il nostro campionato è questo e fino alla fine ci saranno queste tensioni”.
Che armi ha il Bologna per spuntarla?
“Le armi dell’orgoglio e della voglia di rivincita da parte dei giocatori: penso sia un’arma importante. Non esiste una squadra che non abbia voglia di riscossa, specie dopo una sconfitta sonante. Non saremo sereni al cento per cento, ma questo varrà anche per chi ci sta di fronte: sarà una lotta alla pari sotto questo profilo”.
Pur di vincere correrà qualche rischio?
“Se vogliamo vincere, qualcosa dovremo tentare, quindi è chiaro che bisognerà spingere e creare occasioni, ma mi piacerebbe che il nostro fosse un cercare la vittoria con il cervello, con foga ragionata, unendo le nostre qualità ad un pizzico di raziocinio senza il quale è difficile che arrivino i tre punti”.
Confermerà il modulo di Genova?
“Ho sempre detto che i moduli non ti fanno vincere le partite: a fare la differenza è il modo con cui li si interpreta, il temperamento e la volontà con cui si scende in campo, la voglia di far bene. Nelle prime battute, l’idea tattica che avevamo a Genova stava producendo anche qualcosa di discreto, quindi può darsi che questo possa essere il nostro atteggiamento anche domani sera”.
Come avete vissuto il confronto con i tifosi al rientro da Genova?
“Quello è stato un incontro con persone che stavano male per quello che era successo e credo che il loro appello abbia toccato anche i giocatori: non c’era acredine, astio, cattiveria, ma solo voglia di capire come mai fosse successo quello che hanno visto a Genova. Penso sia stata una cosa costruttiva e credo che la squadra abbia recepito il messaggio: nessuno ce l’ha con il Bologna, c’è solo voglia di vedere una squadra che possa recitare il suo ruolo dignitoso in Serie A”.
Però ci potrebbe essere contestazione anche domani sera allo stadio.
“Cercheremo di non patirne: la squadra non dovrà soffrirne e mi adopererò per questo. Tocca a noi trascinare la gente: se la squadra dimostrerà di dare tutto, di essere propositiva, il pubblico lo capirà e verrà dalla nostra parte. Personalmente, questa situazione mi è di ulteriore stimolo per non staccare mai la spina: non ce n’era necessità, tanta è la voglia di fare bene qui a Bologna per me, e forse tra qualche mese sarò esaurito, ma oggi tutto questo mi piace, è quello che volevo e che cercavo. La partita col Siena racchiude un po’ l’essenza del nostro campionato: ci sarà da soffrire, da tenere duro nelle difficoltà, anche ambientali, contro una squadra che non viene qui per aprirci corsie preferenziali; vedremo quello che sapremo fare”.
Come valuta il Siena?
“Ho grande rispetto per il Siena e per il suo allenatore, un ragazzo che si sta facendo largo in maniera prepotente da qualche anno e che reputo un buon tecnico. Ha a disposizione un gruppo di giocatori che hanno voglia e fame, rispetto all’anno scorso qualche elemento di qualità è venuto meno ma è stato rimpiazzato da giovani interessant”.
Sin qui il Bologna ha avuto qualche problema ad fare la partita: col Siena dovrà provarci?
“Dobbiamo cambiare il modo di affrontare queste partite, cercare di essere propostivi senza prestare il fianco alle ripartenze avversarie. Queste sono gare insidiose, da affrontare nel modo più razionale possibile”.
Nella scelta dei giocatori per domani sera privilegerà il palleggio rispetto alla fisicità?
“Il calcio è una miscela, non basta solo una cosa o un’altra: se vuoi vincere devi aver qualità ma anche corsa, agonismo, forza fisica. Io cerco sempre di mettere in campo una squadra che possa garantire queste cose, specie contro le concorrenti dirette, e per qualità non intendo tanto il palleggio, quanto la convinzione, la rapidità di esecuzione, il sapersi districare”.
Lei nel Bologna da giocatore ha vissuto picchi e anche qualche tonfo: che consigli dà ai suoi ragazzi?
“Il consiglio è la compattezza: non ci deve essere scollamento in nessun settore, l’ideale è che la squadra, il pubblico, la società e anche la stampa vadano tutti d’accordo. Se in un dato momento questo non avviene, allora bisogna adoperarsi perché si verifichi, perché se qualcosa scricchiola allora si commettono errori, mentre se tutti remano in un’unica direzione allora arrivano i risultati”.
Arrivato sulla panchina del Bologna, ha scelto di azzerare tutto e infatti ha mandato in campo dal primo minuto Mudingayi.
“Contro una squadra al top fisico e tecnico, ho voluto mettere in campo una formazione che ne potesse reggere l’urto, cosa che in effetti è in parte avvenuta, se è vero che in dieci contro undici abbiamo tenuto il campo. E Mudingayi è una giocatore del Bologna, così come Marazzina, che domani potrebbe andare in panchina: ho il dovere di vedere tutti, poi è chiaro che da qui in avanti ognuno si dovrà comportare correttamente”.
di Paolo Villani
Fonte: www.bolognafc.it