Colella: “Doveva essere l’anno zero, ma passò il messaggio sbagliato. A Siena sono stato bene”

Fu il primo allenatore della gestione Durio-Trani: un’esperienza interrotta dopo pochi mesi, forse troppo frettolosamente, tanto che le scelte tecniche successive al suo esonero non portarono neanche lontanamente ai risultati sperati in quell’annata sportiva. Dopo quella parentesi a Siena, Giovanni Colella ha poi proseguito il suo percorso nel mondo del calcio ma non dimenticandosi del periodo in bianconero. Anche lui, come molti altri, ha accolto con sorpresa il fallimento dell’estate scorsa: «Con me la proprietà aveva onorato tutto quello che c’era da onorare. Non pensavo potesse accadere una cosa del genere, anche se in tre anni possono cambiare tante cose. Quell’anno lì – racconta Colella a RadioSienaTV, durante la trasmissione Minuto per minuto – cominciammo tardissimo. Giocammo la Coppa Italia col Messina il 31 luglio ma avevamo iniziato ad allenarci tre giorni prima, con una rosa di 7-8 giocatori e il portiere della berretti. La squadra fu assemblata di corsa, chiaramente quando parti così è anche difficile avere obiettivi che vadano oltre una buona salvezza. E magari appena fai qualcosa di meglio si pensa che tutti debbano fare meglio, va così. Ma secondo me la stagione in quel momento era in linea con le aspettative, tenendo presente tutti i problemi che ci furono. Fummo l’ultima squadra a partire e gli ultimi a completare la rosa».

Nonostante l’esito non positivo della sua avventura, l’ex tecnico bianconero conserva buoni ricordi: «Di Siena io ho un ricordo bellissimo. Quando nel lavoro vivi un’esperienza in una città così bella e in una società così importante un po’ di rimpianto c’è. Purtroppo arrivare nell’anno zero, soprattutto nel calcio, non è mai una fortuna. L’anno zero è sempre l’anno dell’assestamento, delle prove, e anche degli errori. Il secondo è già diverso, è fisiologico che sia così. E con questo non voglio togliere nulla a quanto fatto da Mignani, che fece un grandissimo lavoro». La tifoseria bianconera espresse qualche malumore durante la sua gestione, ma per Colella non è mai stato un problema: «È normale che i tifosi avessero le pretese, quando vai in una società importante non puoi fare una squadra da 0-0. Il problema sono anche i messaggi che passano: se si fosse sostenuto che era l’anno zero e che la salvezza, o magari un posto playoff – in quel momento un obiettivo alla portata – sarebbe stato un buon risultato, probabilmente si sarebbe andati avanti. Ma come detto, cambiano i messaggi e qualche volta cambiano anche le persone. Secondo me quando sei a posto con la coscienza e hai fatto il tuo lavoro al massimo c’è poco di cui rimproverarsi. Un piccolo rimpianto c’è, ma nulla più. Faccio al Siena un grosso in bocca al lupo per il futuro». (J.F.)

Fonte: Fol