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Colella: “Di Siena non ho rimpianti. Fu un anno zero, ma la pazienza in Italia non esiste”

“Ho ricordi bellissimi di Siena. Una piazza fantastica, con tanta passione, che meriterebbe altri palcoscenici ma viene penalizzata da una serie interminabile di ripartenze. E ripartire dal basso è faticoso”. A parlare è Giovanni Colella, il primo allenatore della gestione Durio-Trani, nella stagione 2016-17. “Gli anni zero sono sempre complicati e ne ho vissuti diversi – spiega Colella, intervenuto a “Al Club con la Robur” – mi ricordo che andammo in ritiro due-tre giorni prima della partita di Coppa Italia con il Messina di Bertotto. In posti come Siena, ma ovunque in Italia, la pazienza è una parola che dovrebbero togliere dal vocabolario. Col mercato fatto di rincorsa, con poco tempo per mettere insieme una squadra, si lavorò in prospettiva. Per lunghi tratti stazionammo in zona playoff, playoff che alla fine il Siena non fece. Non ci sono grossi rimpianti”.

Colella ha allenato, per breve tempo, Daniele Cavallari, ospite dell’ultima puntata della trasmissione dei Fedelissimi. “Arrivai a Rimini in una situazione che definire disastrosa è un eufemismo – spiega il tecnico – col direttore Ivano Pastore facemmo un gran lavoro e quando avevamo formato un gruppo entusiasta i dottori della Lega decisero di farci retrocedere a tavolino. Una decisione scandalosa. Si decise di interrompere il campionato e noi che eravamo all’ultimo posto a pari merito retrocedemmo. Vennero giocati soli i playout e, su richiesta, i playoff. Ci risero dietro in tutta Europa per un paio di anni. Solo in Italia può succedere una cosa qua”.

Colella è stato il primo e finora unico allenatore italiano a vincere il campionato albanese, lo scorso anno col Partizani Tirana. “Avevo un altro anno di contratto, ma la società ha deciso di interrompere il rapporto col direttore sportivo, una persona che stimo, e ho scelto di non continuare. Avevo rinunciato a più di qualche opportunità perché ero sicuro di restare a Tirana, per giocare i preliminari di Champions. Questa cosa mi ha penalizzato e sono rimasto a casa. Adesso si aspetta con calma e si vede quello che succede”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol