CODREA-TORINO, PRIMO INCONTRO.

E’ chiaro che il Torino, a gennaio, dovrà e cercherà di curare in primo luogo il cuore del campo, il settore nevralgico della squadra. Fissare un elenco di priorità non si traduce immediatamente, però, nel rispetto delle stesse, laddove bisogna essere come minimo in tre per trovare un accordo: l’acquirente, il giocatore, il venditore. Tant’è: vale per tutte le società, per cui non può trasformarsi in un alibi per il Torino, ma al massimo in un’attenuante di legge. Di sicuro le problematiche che affliggono la società del Siena non aiutano Foschi ad accelerare troppo per aprire una trattativa ufficiale per Codrea, dal momento che il mercato del club toscano è sostanzialmente paralizzato. Come noto, infatti, sono in corso più trattative per il possibile passaggio di proprietà del club del presidente Lombardi Stronati. E’ di pubblico dominio innanzi tutto la disponibilità dell’imprenditore Mezzaroma, però solo a certe condizioni, a subentrare alla guida del sodalizio bianconero: discussioni e analisi finanziarie sono in corso, con in azione quale attore fondamentale anche la banca Monte dei Paschi. Ma voci in crescendo riferiscono anche l’interesse per il Siena di un gruppo straniero, facente capo all’imprenditore Mendoza. E questi sono giorni caldi specie per le scelte di Mezzaroma. In attesa di schiarite auspicabili a breve, ma non ancora sicure, la nebulosa societaria fa riflettere e preoccupare non solo la tifoseria toscana, ma anche i giocatori stessi. Che, oltretutto, lamenterebbero un ritardo plurimensile nel pagamento degli stipendi: tutti aspetti che non aiutano a mantenere una certa serenità, tanto più con la squadra in piena zona retrocessione. Che molti giocatori bianconeri guardino con interesse al mercato di gennaio non deve dunque sorprendere.

 

DIANA, ESTIMATORI CERCANSI – Il quadro è ben chiaro a Foschi, quando si accinge a ragionare sulla possibile manovra di avvicinamento al regista del Siena. Cosa che ha fatto ieri, allorché il procuratore di Codrea, Marronaro, ha varcato la soglie del Centro federale di Coverciano per incontrare il ds granata. E’ stato un summit  fruttifero, perché non solo dei destini del 28enne centrocampista si è discusso. Al centro della chiacchierata, andata in scena verso l’ora di pranzo e protrattasi così a lungo da far slittare a cena il vertice tra Foschi e il collega della Fiorentina, Corvino, c’è stato pure Pisano, terzino si­nistro granata finito per molti aspetti anche inspiegabilmente ai margini del­la rosa, durante il periodo di Colantuono. Foschi per primo riconosce la verità dei fatti, ovvero che si sia in presenza di un giocatore dai comportamenti impeccabili che molto può dare, sano e ancora giovane qual è. Tuttavia, pure per ragioni di ingaggio, è considerato tra i sacrificabili, a gennaio, quasi alla pari di Diana, altro ex palermitano da tempo sul mercato, palesemente. (Marco Bonetto)

Fonte: Tuttosport