Codrea: “A Siena anni da favola, era come stare in famiglia”

Gran parte della sua carriera l’ha giocata ad alti livelli, affermandosi come uno dei più forti centrocampisti della sua nazionale. Con la maglia del Siena ha probabilmente vissuto il suo periodo migliore: tra i calciatori stranieri transitati a Siena, Paul Codrea è stato indiscutibilmente uno dei più continui ed apprezzati. Il suo ruolo da calciatore, quello di regista, è forse quello che più di ogni altro nasconde una vocazione intrinseca verso la professione di allenatore, e non è un caso che l’ex bianconero abbia scelto di intraprendere questa strada: «Attualmente alleno l’under 14 del Politecnica Timisoara, credo che allenare i giovani faccia per me – racconta Codrea durante la trasmissione Minuto per minuto su RadioSienaTV –. Ho allenato anche in Serie B rumena, ma mi trovo meglio con i ragazzi. Non so se questo sarà il mio futuro, ma per ora mi trovo bene. In Romania soffriamo a livello educazionale, vorrei aiutare un po’ da questo punto di vista».

L’ex centrocampista bianconero è sempre attento sulle vicende di casa Robur. «Leggo sempre la Gazzetta dello Sport ed il sito dei Fedelissimi per restare aggiornato su quello che fa il Siena. Io e mia moglie siamo rimasti molto legati, lì è nata anche mia figlia Sofia. Sono sempre tornato almeno una volta all’anno, ovviamente non è stato più possibile dopo l’avvento del Coronavirus».

Tanti i campionati con lo stemma dell’AC Siena al petto, ma recentemente è tornato alla ribalta l’episodio che lo vide protagonista con l’ex allenatore bianconero Antonio Conte, che di fatto sancì la fine della sua parentesi sotto la Torre del Mangia. «Con mister Conte ho avuto qualche screzio, devo però ammettere che forse è stato il miglior allenatore che abbia mai avuto. È successo quello che è successo, ma è anche questa un’esperienza di vita. Non fu un problema di poco spazio, lui mi avrebbe fatto giocare, ma abbiamo avuto un litigio in allenamento e da quel momento sono stato messo fuori rosa. A suo avviso avevo mancato di rispetto al gruppo, eppure chi mi conosce sa benissimo che non sono il tipo che crea problemi nello spogliatoio. L’episodio non fu grave, però lui voleva dare l’esempio. Non ci sono rimasto bene, ma si impara anche da queste cose. Da lì però è finita la mia avventura a Siena».

Gli anni con la Robur sono ancora ben impressi nella mente del centrocampista rumeno: «C’era una sicurezza incredibile con la banca dietro, era fondamentale per lo sport e la città. Quando ha avuto i primi problemi si è iniziato a capire che c’era qualche difficoltà. Dei miei ex compagni – conclude Codrea – recentemente ho sentito Vergassola, Rossettini, Portanova e Locatelli. Ogni anno potevamo contare su giocatori molto forti e su un gran bel gruppo, la nostra forza era che a Siena sembrava di stare in famiglia. Ci vedevamo spesso in giro a mangiare, uscivamo insieme, era come una favola. Saluto tutti i tifosi, e spero che la Robur torni presto come minimo in Serie B». (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol