Ciro De Luca: “Siena mi fa venire la pelle d’oca, è un legame che non ha confini”

«Quello con Siena è un legame indissolubile, intimo, che non ha confini. Sentendo quelle parole mi vengono in mente tanti momenti vissuti dalla mia famiglia, e una sensazione di comunione che ancora oggi mi accompagna». Parole che racchiudono un grande senso di appartenenza e di attaccamento alla città quelle con cui Ciro de Luca, figlio del compianto Paolo, ha esordito nell’intervista rilasciata a RadioSienaTV nel corso della trasmissione Minuto per minuto, per celebrare suo padre e quegli anni indimenticabili in occasione dell’anniversario della sua scomparsa. A distanza di tanto tempo, il ricordo della spontaneità e dell’umanità di Paolo è vivido e fa ancora effetto pensare che lui sia stato il primo, e forse l’unico, a credere che quello che all’inizio poteva apparire soltanto come un sogno, sarebbe potuto diventare realtà: «La prima cosa è il lavoro; quando uno si mette in testa di fare una cosa la pianifica. Da questo punto di vista mio padre era un grande stratega, un lavoratore indefesso. Ha fatto l’Effetto Venturi: è andato in avanti e si è portato tutti dietro. Poi dopo sono stati gli altri a spingerlo. In questo momento di Superman ce ne sono troppi, a volte servirebbe un po’ di umanità. Lui credeva in quello che stava facendo».

Tanti gli insegnamenti lasciati in custodia da Paolo, anche se – ricorda Ciro – «quello che ha insegnato si riesce ad applicare poco oggi. Prima bastava una stretta di mano, ora è tutto più complicato». Non basterebbe un libro intero ad elencare tutti i momenti condivisi e vissuti con la città di Siena: «Quello egoisticamente più bello è stato quando, dopo qualche anno che non eravamo più i proprietari, passeggiando per il Corso tanta gente mi fermava e mi abbracciava, erano sguardi familiari. Significa che è stato tutto vero. Sono solo contento – conclude Ciro – di parlare del Siena, perché ogni volta mi fa venire la pelle d’oca. Spero che possa arrivare un progetto importante per la città prima di tutto, e per i tifosi allo stesso modo. Siena in questo momento ha bisogno di rinascere. Visto che è il periodo non è bello per nessuno, questo è il momento in cui si fa la differenza programmando: non c’è bisogno di avere risultati immediati ma c’è bisogno di un progetto di lunga gittata per la città e per gli sportivi». (J.F.)

Fonte: Fol