Cinquemila Ultras in piazza contro la tessera del tifoso

ROMA – Roma diventa capitale della prote­sta degli ultrà per un giorno. I supporter di molte squadre di calcio hanno messo da par­te colori e vessilli e rivalità sfilando in corteo nella città, contro l’introduzione della tesse­ra del tifoso, il provvedimento per la regola­mentazione dell’accesso agli stadi. Una mani­festazione controllata da un massiccio spie­gamento di forze dell’or­dine in tenuta antisom­mossa.
Dal corteo si sono leva­ti anche cori da stadio che hanno chiesto giusti­zia per Stefano Cucchi, il detenuto morto all’ospe­dale Pertini di Roma, e per Gabriele Sandri, il ti­foso della Lazio ucciso dall’agente Luigi Spaccarotella. I tifosi hanno scelto magliette bianche: sono state indossate dalla maggior parte dei manifestanti, in tutto cinquemila secondo le forze dell’ordine. Sulle t-shirt la stessa scritta dello striscione di testa: «Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti», una frase che richiama la celebre canzone del gruppo rock anni ’60 degli Who. Durante il corteo, a cui hanno dato adesione ufficiale i gruppi di tifosi di circa 300 squadre, sono stati esplosi decine di petardi e accesi fumo­geni. Una nuvola bianca di fumo ha avvolto i supporter durante la sfilata, partita da piaz­za Esquilino e arrivata in piazza Bocca della Verità. E le strade della Capitale si sono tra­sformate, per una gior­nata, negli spalti di uno stadio grande quanto un’intera città. Gli orga­nizzatori hanno anche distribuito un volantino chiedendo di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono, evitando co­sì quelli delle proprie squadre. Nessuna bandiera ‘di parte’, ma tanti striscioni slogan spesso ripetuti allo sta­dio da numerose tifoserie italiane, come «Fuori gli ultras dalle galere». Tra i cori da stadio dei supporter, sono finiti nel mirino anche il ministro dell’Interno, Roberto Maro­ni, i giornalisti e l’agente Luigi Spaccarotel­la. Rivendicata anche la possibilità di potere esporre allo stadio liberamente gli striscioni. Dopo alcuni interventi al microfono di av­vocati e politici, come il delegato allo sport al Comune di Roma Alessandro Cochi e l’ex de­putato Paolo Cento, alla fine della manifesta­zione, i tifosi hanno anche annunciato un do­cumento per chiedere di ridiscutere il decre­to ministeriale che istituisce la tessera del ti­foso.
Intanto cinque giovani sono stati arrestati per oltraggio e lesioni a pub­blico ufficiale mentre al­tri sette sono stati denun­ciati in stato di libertà, a seguito dei tafferugli av­venuti la scorsa notte sul treno proveniente da La­mezia Terme e diretto a Roma. A bordo del convoglio viaggiava un gruppo di tifosi del Lamezia calcio, risultati sprovvisti di bigliet­ti. I giovani nel corso dei controlli non hanno voluto esibire i documenti. Sono intervenuti tre agenti della Polizia ferroviaria, la discus­sione è degenerata e alcuni giovani hanno ag­gredito i poliziotti e il capotreno.


Fonte: Corriere dello sport