Inizio questo mio intervento salutando e ringraziando Lamberto Magrini per il grande attaccamento dimostrato alla città e alla tifoseria bianconera. Si possono mettere in discussione i risultati ottenuti quest’anno, ma mai il lato umano e per questo motivo rimarrà sempre nel mio cuore, insieme ad altri che hanno fatto la storia della Robur.
Mancano ancora quattro giornate alla fine del campionato ed anche i play off, obbiettivo minimo stagionale, sembrano compromessi. La notizia dell’esonero di Magrini, fosse arrivata dopo la sconfitta con la Fezzanese e con il campionato ancora da giocare, poteva avere una sua logica; oggi, a quattro giornate dalla fine, mi lascia perplesso. Sicuramente Magrini paga anche per responsabilità di altri.
Il mercato estivo, anche se condizionato da incertezza societaria, poteva essere portato avanti meglio soprattutto nella scelta delle quote, sia come numero che come qualità e questo aspetto ha condizionato tutta la stagione.
Non meno deficitario il mercato invernale in cui la squadra non solo non è stata rinforzata, ma addirittura ridotta nell’organico.
Poi ci mettiamo l’anno no, una stagione falcidiata da infortuni e casi di influenza come mai in passato. In conclusione una stagione al momento da dimenticare, di cui rimangono ancora quattro partite e tutte da onorare. Dopo aver analizzato società e allenatore, mi soffermo sulla squadra. Se Magrini era il problema, ora nessuno ha più alibi e nessuna scusante e mi aspetto di vedere il massimo impegno da parte di chi scenderà in campo. La maglia va onorata sempre, qualsiasi essa sia, a maggior ragione quella della Robur per la sua storia. Quattro partite da giocare al massimo che serviranno anche alla società per capire gli errori e guardare al futuro nel più breve tempo possibile.
Il pensiero finale lo dedico a Gill Voria insieme ad un grosso in bocca al lupo. Voria è uno di noi e mi auguro che possa riuscire a far onorare la maglia bianconera ai suoi giocatori come lui ha fatto per tanti anni. (Lorenzo Mulinacci)
Fonte: Fol
