Ci sono le 5 sostituzioni? Pochi tecnici le sfruttano

Le cinque sostituzioni non decollano. Per ora. La novità introdotta in C – cinque sostituzioni, appunto, ma sempre con tre interruzioni di gioco – non ha sfondato. Nella prima giornata soltanto 9 allenatori hanno sfruttato l’opportunità, nella seconda 16, ma complessivamente soltanto 21 su 57: 6 nel girone A, 7 nel B e 8 nel C. Hanno fatto sempre cinque sostituzioni Lucarelli del Catania, Franzini del Piacenza, Gautieri del Pisa e Bertotto della Viterbese.

CONTENTO «Innovazione davvero positiva – spiega Bertotto, capolista nel girone A – le cinque sostituzioni danno l’opportunità a tutto il gruppo di stare pronto perché c’è maggiore possibilità di entrare in corsa. Così il livello della gara si mantiene sempre molto alto. Trovo corretto che le sostituzioni possano essere fatte in tre momenti. Anche se, nonostante i cambi possano venire effettuati anche tutti in una volta sola, il riscaldamento resta limitato a tre giocatori per volta. Questo significa che due potrebbero dover entrare a freddo. Capisco che sia complicato avere dieci calciatori che si scaldano alle spalle del guardalinee, e che non tutti gli impianti abbiano gli spazi adeguati, ma forse questo particolare andrebbe rivisto». Le due vittorie in due partite sono anche figlie di questa novità? Difficile dimostrarlo. «Al di là delle singole prestazioni – continua Bertotto – contano qualità e spirito del gruppo. La differenza la fanno la determinazione e l’intensità che ci mettiamo tutti insieme quando affrontiamo una gara. È ovvio, poi, che quando un allenatore si volta e sa di avere in panchina altri elementi di qualità da poter mettere in campo al momento più opportuno lavora con maggior serenità».

DISPARITA’ Il girone A è quello degli opposti. L’Olbia, che affianca proprio la Viterbese in vetta, ha infatti optato per la politica opposta: Mereu nella prima partita non ha fatto cambi, nella seconda due. Anche il Pontedera ne ha fatti appena due per ciascuna gara. «Pur ritenendo positiva questa novità – spiega il tecnico Ivan Maraia – credo che sfavorisca società come la mia che hanno meno over e più giovani. Senza voler sminuire il valore del mio gruppo, un conto è poter fare cinque cambi mandando in campo calciatori esperti in grado magari di risolverti la partita in pochi minuti, un conto è farli con ragazzi del ’97, ’98 o addirittura del 2000 o 2001 come quelli che avevo io in panchina domenica. Possono darti una mano, ti fanno rifiatare, ma difficilmente ti cambiano da soli una gara»

DUBBI Franzini, ancora a quota 0 punti, ha sempre fatto cinque sostituzioni, ma senza grande entusiasmo: «Con la panchina lunga di 12 giocatori – dice il tecnico del Piacenza era forse una mossa obbligata, ma dopo queste prime giornate mi sembra di aver visto un po’ di confusione e un allungamento dei tempi per le sostituzioni multiple. Inoltre, come dimostrano i risultati della mia squadra, non è matematico che con cinque sostituzioni si possa dare una svolta alle partite. Insomma, guardando anche il numero degli allenatori che l’hanno sfruttata, la nuova opportunità non mi sembra per ora molto apprezzata».

Fonte: La Gazzetta dello Sport