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Lettere

Ci scrive Vittorio Rossetti – Non smontiamo il giocattolo

I sentimenti prevalenti sono amarezza, ma anche fierezza e gratitudine. Nonostante l’eccellente finale di Campionato della Robur, non è stato possibile affrontare i play-off in posizione favorevole e il risultato è apparso quasi scontato.
Ormai alle spalle le recriminazioni, è già tempo di rivolgere l’attenzione al prossimo Campionato.

Smaltita la sbornia rivoluzionaria del tecnico dileguato, profeta dell’innovativo “possesso palla orizzontale” rigorosamente lontano dall’area avversaria per non perdere, appunto, il possesso della palla (considerato assai più importante del tiro in porta), ricominciamo da dove eravamo rimasti, cioè dal nostro Gill.
Quindi, niente più svolazzamenti pindarici che hanno caratterizzato – e compromesso – quasi due terzi del campionato appena concluso.

Gill Voria potrà disporre di una formazione già sufficientemente collaudata e con età media piuttosto bassa. Di conseguenza sarà assolutamente necessario confermare quasi integralmente quel nucleo di base che ha fornito solide garanzie e che, in virtù dei favorevoli dati anagrafici, non potrà che migliorare grazie alla naturale maturazione e a un accresciuto bagaglio di esperienza. Esperienza che in alcune circostanze (orrori più che errori come nell’ultima partita con il Trestina) ha lasciato talvolta a desiderare.

È evidente che sarà un compito non semplice, da parte dei responsabili della Direzione Tecnica, cercare di mantenere, per quanto possibile, l’impianto del gruppo e i (molti) giocatori che hanno fornito prestazioni più che convincenti.
Ed è convinzione diffusa peraltro che alcuni bianconeri non abbiano ancora espresso tutto il loro talento che, in un contesto favorevole, potrebbe deflagrare per il piacere degli occhi e della classifica.

Per le trattative in entrata, la dirigenza medesima ha dichiarato di concentrarsi – a differenza dello scorso anno – su pochi, pochissimi elementi, ma di indiscutibile valore tecnico e agonistico e su alcune “quote” che abbiano dimostrato, nei passati tornei, una concreta affidabilità. Vedremo.

Naturalmente, per propiziare quella che – auspichiamo – si traduca nell’“annata buona” occorrerà, oltre ad azzeccate operazioni di mercato, un efficace e fortunato mix di componenti: schemi funzionali (e non inguaribilmente rigidi), spogliatoio coeso, conduzione tecnica assennata, infortuni limitati. E possibilmente una adeguata incisività nei calci da fermo.
Sarà infine imprescindibile il caloroso sostegno dei tifosi bianconeri, per favorire l’impresa di conquistare insieme il traguardo finale. Magari rinunciando a certi striscioni che non favoriscono davvero il saldarsi di questa unità.

Sembrerebbe quindi che la Società non abbia alcuna intenzione di smontare il giocattolo. Il sogno è che il giocattolo si trasformi in qualcosa di simile a una corazzata.
“Vaste programme” avrebbe sentenziato il generale De Gaulle. Può darsi. Ma necessario per uscire finalmente da questa ormai insopportabile categoria con le sembianze di un pantano.

Certo, esistono anche gli altri. Certamente ogni anno si manifesta qualche “sorpresa” e alcune formazioni potranno disporre di notevoli mezzi finanziari nella corsa alla promozione.
Ma non dimentichiamo mai che noi siamo il Siena. E lassù dovrà ricordarlo anche la proprietà svedese, perché quaggiù c’è da vincere un campionato e Siena non è una “Riva del sole in collina”.

Viva la Robur.

Vittorio Rossetti