Lettere

Ci scrive Mario Lisi

Distratti da un Palio con una mossa infinita ed un’estrazione che ci ha già proiettato nel clima del Palio dell’Assunta non abbiamo avuto il tempo di accorgerci che, nel frattempo, il gruppo di mister Mignani che nel campionato scorso ha mancato due volte di un soffio la conquista della serie B… già non esiste più!

Eppure avevamo tutti dato credito a certi proclami secondo i quali quella pattuglia di giocatori (per tutto l’anno definita fantastica, meravigliosa, unita, compatta…) non sarebbe stata smembrata e che anzi, a fronte delle inevitabili partenze dovute a scadenza di prestito, sarebbero bastati pochi ritocchi per perfezionare il giocattolo assemblato e rodato fin dalla scorsa stagione. Invece, per una ragione o per l’altra: via Gerli, via Iapichino, via Vassallo… e poi Rondanini, forse D’Ambrosio, di sicuro Sbraga ed infine (per ora…) addirittura capitan Marotta, “El Diablo”, l’idolo della tifoseria.

A questo punto appare chiaro che, pur dando la massima fiducia alla dirigenza della società bianconera, il famoso piano triennale per tentare la scalata alla serie cadetta va a farsi benedire proprio nel campionato in cui avrebbe dovuto dare il suo frutto. Per l’ennesima volta, insomma, avremo una squadra pressoché completamente rifondata con tutti i problemi che in questi casi ci sono per riuscire a carburare subito e bene.

Evidentemente la delusione di Pescara deve aver lasciato il segno in molti dei protagonisti dello scorso campionato ma un’altra riflessione, purtroppo amara, direi che si impone: di nuovo dobbiamo prendere atto che le cosiddette “bandiere” davvero non esistono più e che certe sirene, giustamente professionali ma soprattutto economiche, finiscono per avere sempre la meglio su quell’attaccamento alla maglia su cui da tempo nutro più di un legittimo dubbio.

Fanno svelti loro, i nostri cari beniamini, a liberarsi mente e cuore dal passato! Per esempio a Marotta basta postare su Instagram un paio di frasi gentili e dire che lui “ha dato tutto e di più a questa città” (gratis? Per volontariato? Si doveva forse risparmiare un pochino?); Sbraga poi ricorda amicizie, risate, ringrazia tutti per essere stato trattato a Siena da re ma preferisce altri lidi…

Io spero che quello che ha tutta l’aria di un inatteso “fuggi-fuggi” generale dipenda solo dal desiderio di giocare in categoria superiore, avvicinarsi a casa, avere altri “stimoli” visto che la nostra sete di vittoria per qualcuno non era sufficiente e mi auguro che Dolci e Vaira sappiano lavorare alla grande come l’anno scorso.

Ma per ora, inutile negarlo, ho la spiacevole sensazione, in questo 2018 che poteva essere un’annata storica, di chi alla fine resta con un pugno di mosche in mano.

Mentre gli eroi della domenica assomigliano sempre più ai “dieci assassini”.

 

Mario Lisi