Ci scrive Mario Lisi – Coda di paglia

Nel mio commento all’imbarazzante (per usare un eufemismo) arbitraggio di Siena – Pistoiese ero stato facile profeta circa le pesanti sanzioni che sarebbero arrivate a carico della Robur e dei suoi dirigenti. Adesso che le conosciamo (multa di 30.000 euro alla Società, squalifiche per Anna Durio fino al 30 giugno 2019 e fino al 30 giugno 2020 per il figlio) voglio aggiungere un’ulteriore chiosa.

Così facendo non intendo certo giustificare il comportamento a fine gara e negli spogliatoi attribuito alla presidente ed a suo figlio dal momento che il solo percorso per venire via dalla tribuna d’onore doveva bastare a farli riflettere che è sempre bene evitare di passare dalla ragione al torto e consigliarli, seppur comprensibilmente con poca fiducia, di dirottare la loro più che condivisibile “rabbia” verso altre più appropriate sedi.

Desidero solo far notare come nel suo comunicato il giudice sportivo si sia lasciato insolitamente – e direi irritualmente – andare ad apprezzamenti non richiesti ed inopportuni, considerato che le sue decisioni sono appellabili e pertanto non definitive, dunque rivedibili alla luce dell’esame di possibili controdeduzioni.

Invece nel suddetto comunicato si leggono espressioni quasi irridenti come “vergognosa performance”, “esagitato” (riferito al Trani), “inaccettabile gravità” e “vergognosi comportamenti” tanto da far prevedere sin d’ora inutile ogni ricorso.

Perché, oltre al consueto formale linguaggio dei comunicati del G.S., da parte degli organi federali si è voluto usare anche tanto accanimento verbale quando da sempre chi giudica ha come primo dovere quello di rimanere il più possibile asettico? La risposta può essere una sola: coda di paglia!

Mario Lisi

P.S. – Ironia della sorte, tra quelli sopra riportati, il giudice sportivo ha usato diversi “epiteti” che qualcun altro, in quella gara, si è per primo meritato…