Ci scrive Mario Lisi – Anche l’ horror ha un limite

Quando è troppo, è troppo e perfino alla bruttezza deve esserci un limite. In genere le società di calcio si distinguono per sfornare, modificare ed aggiornare i propri stemmi ufficiali. Perfino la Federcalcio lo fa. Spesso, ovviamente ai più alti livelli, il motivo è legato al cosiddetto merchandising ma, anche nelle serie inferiori, la fantasia dei grafici si sbizzarrisce riuscendo in genere a coniugare al meglio modernità e tradizione.

Allora spiace davvero che il nuovo logo del Siena “armeno”, presentato quest’oggi, non solo abbia pensionato la mitica lupa che allatta i gemelli ma che non contenga (non è dato sapere se volutamente…) nessun riferimento senese immediatamente identificabile.

Ma c’è di più: è stato detto in conferenza stampa che l’incomprensibile, direi inquietante sgorbio che comparirà sulle maglie dei bianconeri avrebbe a che fare con la scritta “1904” in caratteri romani e che ci sarebbero due spade che simboleggiano il carattere battagliero dei senesi (ma dove!??)

Peccato poi che “1904” in numeri romani si scriva “MCMIV” e che, con tutta la buona volontà possibile, nel logo in questione non si abbia traccia di una possibile lettera “C” mentre in alto compare invece una sorta di “X” difficile da spiegare, a meno di non ipotizzare un grossolano errore. Io la butto là: per caso qualcuno poco avvezzo al latino non avrà mica pensato che “1904” si scriva romanamente in “MXMIV”?

Nel mio piccolo auspico un ravvedimento operoso da parte della proprietà del Siena che, nelle prossime settimane, dovrebbe avere l’umiltà di indire un bando di concorso per uno stemma degno di questo nome. Insomma, aspettiamo a stampare le nuove sciarpe…

Mario Lisi