Proviamo a mettere in fila gli episodi salienti di questa vicenda.
Nel giugno 2023 la società ACR Siena non iscrive la squadra al campionato di serie C per il quale aveva il titolo sportivo.
Con un atto meritorio e lungimirante l’attuale amministrazione comunale decide di creare una nuova società di calcio che rappresenti la città, il rischio concreto era quello di saltare un’intera annata e dover poi ricominciare dalla 3° categoria. Affida la nuova società all’imprenditore Simone Giacomini e si iscrive al campionato di Eccellenza.
Nel frattempo lo stadio del Rastrello non è agibile ma, in base allo scellerato accordo stipulato tra la precedente amministrazione comunale e gli armeni, rimane nella disponibilità della società ACR Siena.
La giunta Fabio impugna l’accordo per rientrare in possesso dello stadio, ma ACR Siena si appella al TAR.
Il TAR impiega 5 mesi per partorire il topolino “sentenziando” che la diatriba non è di loro competenza.
Da quanto trapelato sembra che non sia stata chiesta una procedura d’urgenza eppure siamo di fronte a:
1) palese inadempienza contrattuale,
2) mancanza del titolo sportivo che rende impossibile l’utilizzo del bene stadio al suo scopo
3) deterioramento di un bene della comunità con conseguente sperpero di denaro pubblico.
La decisione è poi stata demandata al Consiglio di Stato che al termine dei 45 giorni non si è ancora espresso. Alla faccia dell’urgenza anche in questo caso.
Nella sostanziale latenza di questi lunghi mesi, l’attuale Giunta Comunale ha fatto uscire un paio di comunicati in cui si esternava l’impossibilità di qualsiasi azione nei confronti della giustizia e che si poteva solo attendere.
Ebbene signori io non ci sto! Non accetto che di fronte ad una vicenda chiara quanto grottesca, una città rimanga inerme di fronte ad una palese ingiustizia. La giunta ha il dovere di uscire allo scoperto ed utilizzare i mezzi legali e politici per porre immediatamente fine all’ennesima presa in giro a cui la nostra Siena è stata sottoposta. Serve a qualcosa avere la giunta dello stesso colore del governo? Se si, facciamolo pesare, è giunto il momento! Attesa fa rima con resa.
A meno che, ma non voglio pensare sia possibile, per il motivo di cui sopra si sia in qualche modo stati “indotti” a proteggere chi ha commesso il peccato originale. A pensar male…
I 40 giorni di anticamera imposti ad una tifoseria preoccupata che richiede chiarimenti ai propri amministratori sono poi l’ultimo bruttissimo segnale di come stanno andando le cose.
Una svegliata la vorrei dare anche ai consiglieri dell’opposizione, se ci siete battete un colpo, è arrivato il momento di agire, se non riuscite con le sterili interrogazioni in consiglio, date una rilevanza nazionale a questo caso da barzelletta, dire che sussistono solide basi è un eufemismo.
Tra gli attori non protagonisti di questa vicenda c’è anche la stampa locale. Se escludiamo due Giornalisti di assoluto spessore (Di Blasio e Magrini), il resto della compagnia si è limitato a qualche timido vagito. A telecamere spente tutti sono indignati, quando siamo in onda però, calma e circospezione, il potere si potrebbe offendere.
Se qualcuno ha una parvenza di spina dorsale prenda posizione in modo netto e segua l’esempio dei colleghi citati sopra, scriva, parli, indaghi, insomma faccia il proprio mestiere, il rischio di andare a giocare fuori anche la prossima stagione è concreto e, dopo tutte le vicissitudini, questo potrebbe provocare una diffusa disaffezione. Da qui a perdere il calcio a Siena il passo è breve.
Ora che mi sono inimicato neri, rossi e mezzi di comunicazione torno al mio “mestiere” di vigile tifoso. Scusate il disturbo, se non si fosse capito sono leggermente esasperato.
Marco Lusini
