Ci scrive Andrea Sordi

E’ difficile, arrivati a questo punto, salvare e/o perdonare qualcuno tra i c.d. artefici di questo campionato.

Poteva essere, forse, ma non lo è stato, sicuramente!

Sembrava che si potesse prendere il direttissimo per tornare nei piani nobili, invece siamo montati su un accelerato che, oltre a fermarsi a tutte le stazioni, ha trovato il modo di rallentare, sbuffare ed arrestarsi qua e la perché i guasti erano sempre in agguato.

Abbiamo gettato alle ortiche una’occasione più unica che rara! Errori di programmazione, scelte sportive molto discutibili, comunicazione irritante hanno fatto da substrato ad una stagione da dimenticare al più presto.

A breve dovrebbero essere gettate le basi per una nuova annata sportiva; i predicati nuovi proprietari sono accreditati di aver già avviato i necessari contatti per non ripetere le insostenibili situazioni già vissute con allenatori scelti dopo cervellotiche ricerche, giocatori convocati in massa per avviare una doverosa selezione da incerti direttori sportivi.

Con ogni probabilità, però, dovremo assistere ad una nuova metodica operativa che, purtroppo, ci costringerà a veder arrivare a Siena una nuova frotta di giovanotti di belle speranze che si differenzieranno da quelli di quest’anno perché scelti da altri soggetti. E’ probabile che, con quelli futuri, arriveremo ad almeno novanta nuovi giocatori, facendo anche alla fine di questo campionato “tabula rasa” del passato.

Temo, ma sarei ben felice di sbagliare, che possa essere veramente difficile vedere in casacca bianconera atleti di indiscusso valore per la categoria, ci dovremo rassegnare a vedere “prospetti” più o meno interessanti probabilmente individuati da una dirigenza sportiva e tecnica, indiscutibile sotto il profilo morale, cui la categoria, tuttavia, gli è sempre “stata grande”.

Forse, ripensandoci, potremmo tornare ad abbracciare qualche attore della grande vittoria del campionato di Serie D: appunto Serie D!

Che vi devo dire? A me continuano a ronzare nelle orecchie le parole di un Giovin Signore che nel corso di una intervista trovò il modo di ricordarci che, in fondo, la storia del Siena era stata scritta quasi esclusivamente in Serie C.

La verità fa male, molto male, il tifoso ha bisogno di sognare perché altrimenti si torna ai tempi del mai dimenticato Mascagni che telefonava agli amici perché sottoscrivessero qualche abbonamento.

Stiamo a veder disse il cieco!

Andrea Sordi