slider
Lettere News

Ci scrive Alessandro Meniconi

Stiamo purtroppo arrivando ad un remake di un vecchio film già visto. La Robur, la gloriosa Robur, sta andando incontro all’ennesimo psicodramma. In questi giorni si riparla di possibili timori per un qualcosa che in una Società seria e affidabile si dovrebbe dare per scontato, ovvero l’iscrizione al prossimo campionato. Ma i fatti degli ultimi anni hanno smentito tutto questo e ormai ci siamo abituati che in questa Società nulla può essere dato per certo. Sembrano lontano i fasti della serie A, momenti esaltanti e malauguratamente irripetibili dove un Presidente visionario ma contagiato da una lucida follia ci aveva catapultato. Gli ultimi anni sono stati funestati da tutta una serie di scelte che non hanno dato stabilità ad un ambiente societario che ha conosciuto solo discutibili personaggi, lontani dal fare il bene del Siena calcio. Si può solo dire, cercando di indorarci l’amara pillola, che i tempi sono cambiati, che non ci sono più i soldi della Banca cittadina e quello che fu il terzo sponsor più importante a livello nazionale ai tempi della massima serie, che gli ingaggi dei giocatori sono aumentati, che Siena non è una città che attrae imprenditori che vogliono investire sul calcio, data la sua vocazione turistica e non industriale, ma nonostante queste congiunture sfavorevoli non siamo stati capaci di trovare dopo De Luca, neppure l’ombra di una persona o persone animate da propositi seri.

Mi auguro da vecchio tifoso della Robur che si compia l’ennesimo miracolo e che la nostra buona stella che brilla dal 1904 non si spenga inesorabilmente sulla spinta di altre scelte inconcludenti e deleterie per il futuro del calcio a Siena. In questo momento non ho, come del resto penso anche molti di voi, delle soluzioni a questo dilemma. Il mio auspicio è quello di augurarmi che vi sia la volontà di ricercare la strada per una pianificazione seria che ponga delle solide basi nell’immediato futuro.

La proposta e il consiglio che ad oggi mi sento di dare in tutta umiltà, alla luce dei recenti fallimenti è istaurare dei rapporti con qualche sana Società di serie A e diventare la sua “succursale” nonché il serbatoio di giovani promesse calcistiche. Da soli e con le attuali premesse non andiamo da nessuna parte.

Alessandro Meniconi (Lallo per gli amici).