Ci risiamo!!

Ci risiamo, per fortuna. Pochi giorni al fatidico calcio d’inizio ufficiale della nuova stagione pallonara, attesa da noi roburmatti dall’ormai remoto e rimosso 16 maggio 2010, lugubre data dell’ultima apparizione del Siena in A, complice una retrocessione che “ancor ci offende”.
Della Coppa Italia ci importa come dell’antipasto all’inizio di un lauto banchetto: deve solo stuzzicare l’appetito in vista della prima portata, di carne, una fiorentina da servire rigorosamente al sangue.
Di cose ne sono successe in quest’intervallo estivo solo a tratti afoso: dalle bischerate scommettitorie di qualche povero diavolo che ha provato a schizzarci col suo fango, alla conseguente sempre meno credibile (in)giustizia sportiva, fino a un mercato in genere poco pirotecnico per l’intero emisfero occidentale, alle prese con una crisi epocale di cui possono ridere solo certi ignoti nababbi, neofiti un po’ gazzillori del grande calcio.
Ponderato e anche un po’ strano il mercato della Robur, con un paio di casi inquietanti (Gillet e Masiello, per i quali non vale comunque la pena di arrovellarsi), la fine di un tormentone voluto e costruito (Portanova, di cui società e tifoseria sapranno finalmente fare a meno), un rammarico vero (il non contrattualizzabile Coulibaly, peccato non essersi accorti prima di avere in casa un fenomenino), il consulente per l’estero (Ceravolo) ma anche, ammettiamolo, alcuni buoni, concreti, colpi.
Su tutti il palermitano Gaetano D’Agostino (minchia!), il Dottore del centrocampo che se sta bene fra gli italiani è secondo solo a Sua Maestà Pirlo e che col sinistro canta parabole poetiche e mortifere. A Firenze, dove non hanno più programmi e venderebbero di tutto, per lui hanno messo spicci in busta pur di togliere ombre al “divino” Montolivo, peraltro tutt’altro che riconoscente.
Il Direttore, per fare la squadra, è partito proprio da D’Agostino, che è ciliegina e torta a più piani contemporaneamente, valore aggiunto che può esaltare tutto l’impianto di gioco della Robur.
In difesa sono arrivati elementi come l’“Impronunciabile”, il portiere a corto di vocali e di esperienza, ma non di centimetri, Brkic, prima scommessa da vincere, poi Angelo, ormai esperto della A, Angella, promettente prima e dopo il brutto infortunio, uno dei troppi che ha turbato la preparazione del Siena, il redivivo Belmonte che questa volta speriamo di aver occasione di apprezzare, l’onesto Pesoli, all’esordio nella massima serie e per il quale garantisce il Mister e, per finire, un altro mancino, l’ottimo Contini, con le qualità richieste per consolidare il reparto: esperienza, temperamento, discreta fisicità e, quando serve, la giusta ignoranza. Completato, e affollato, il centrocampo con il buon Grossi da Albinoleffe, l’altro esterno, di lusso, il poderoso pisano Mannini (che può giocare anche basso), in cerca di vari riscatti personali, comunque del mestiere, l’affidabile Gazzi, inesauribile motore dei passati miracoli baresi, senza dimenticare che il primo grande colpo è stata la conferma del guerriero Bolzoni.
Che dire dell’attacco?
Sannino sta scoprendo quel che Conte non voleva neanche sentir dire: Brienza seconda punta attorno a Calaiò, con il giovane Destro e Larrondo in alternativa, il “pacco” Paolucci, che si spera una volta per tutte di poter aprire con la gradita sorpresa di un buon centravanti o spedire da qualche altra parte, e il gaucho Acosta dal Boca. Obiettivamente un po’ poco. Serve un altro bomber che porti in dote un certo quantitativo di reti, che Sannino vorrebbe seconda e non prima punta e che verosimilmente sarà individuato solo in chiusura di mercato, in collaborazione con qualche grande. Basta che funzioni. Anche perché le concorrenti non stanno a guardare: esagerato il mercato del Cesena, bizzarrie di Mutu permettendo, non male neppure quello del Bologna, mentre le altre si stanno ancora muovendo. Quel che potrebbe mancare ce lo metterà di certo, con grinta e determinazione, il self made coach Sannino, che si incazza anche in amichevole. Grande. U
n’occhiata per finire anche al calendario, che riserva gli impegni più severi, sulla carta, in avvio e in chiusura. A noi famelici roburmatti offre l’inizio più atteso, quello dal quale potremmo trarre il propellente, in termini di libidine, per l’intera stagione. Si dice che D’Agostino, senza rancori, stia già scaldando il sinistro. Che la festa cominci. (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo Online