Ci meritiamo di incontrare un nuovo San Martino?

In questi ultimi giorni, leggendo qua e la, si coglie un dilagante pessimismo sulle sorti del Siena.Nulla di più ragionevole appare, purtroppo, tale sconfortante valutazione.

Pur mettendo da parte, almeno per il momento, la debitoria diretta ed indiretta accumulata dal sodalizio bianconero, credo che in assenza di un munifico mecenate, il famoso presidente ricco e sciocco, sia improbabile trovare una persona sana di mente pronta scommettere ingenti capitali in un’avventura economica nella quale molto facilmente ci rimetti, se sei oculato pareggi, ci guadagni solo se sei veramente bravo e conti su un “sistema” con i fiocchi.

La situazione economica del paese, tra l’altro, non appare delle più confortanti ed in ambito locale, mi allargo a tutta la regione, ho difficoltà ad individuare un solo soggetto che abbia il giusto profilo: non a caso le principali squadre della Toscana sono in mano ad imprenditori che non aspirano la “c”, eccezione fatta per l’Empoli, ma questa è la famosa eccezione ovvero il caso del sistema con i fiocchi.

Se poi entriamo nello specifico Siena, sempre non considerando la debitoria, la situazione oggettiva non aiuta: il bacino di utenza è quello che è, il pubblico vero allo stadio ha numeri non confortanti, il merchandising “fa ridere i polli”, l’appeal della squadra, grazie ad un marketing a dir poco infantile, è nullo, le potenzialità economiche ed imprenditoriali della piazza drasticamente ridotte a zero.

Non conviene tentare, poi, di farci coraggio paragonandoci a  società presunte della nostra “stazza”: il Parma ha un tessuto urbano di circa duecentomila abitanti ed un ricco ed articolato sistema economico con le ovvie conseguenze, l’Udinese, con alle spalle una città dimensionalmente simile a Siena ma con una regione a statuto speciale, è l’archetipo del “sistema con i fiocchi”, il Sassuolo unisce la ricchezza ed il  potere del suo patron, il Chievo, infine, è la società della famiglia Campedelli, amministrata con cura ed intelligenza. Insomma, un mondo lontano milioni di anni luce dall’A.C.Siena!

Ed ora parliamo di debiti! Non li quantifico perché, a detta di alcuni, non c’è certezza sul loro effettivo ammontare: potrebbero essere di più o di meno a seconda di come vogliamo vedere la realtà. Comunque è indubitabili che siano tanti, anzi troppi! E poi i debiti sono come gli anni, per un po’ li puoi nascondere, ma poi…..

La risoluzione di una debitoria particolarmente importante necessita di passaggi delicati ma chiari. Si può sfociare in un fallimento, ma una tale soluzione non appare opportuna e/o conveniente né per i creditori, né per il debitore che, vista la peculiarità del debito, potrebbe incorrere anche in misure penali. Allora bisogna ricorrere a soluzioni negoziali, sempreché ci siano le volontà,  e qui si apre un campo infinito e non sempre rassicurante e, comunque, con un “appeal” molto limitato viste le precedenti considerazioni. Una domanda, infatti, conviene porsi: chi potrebbe comprare/ assumere in tutto o in parte  il “debito Siena” a fronte di una prospettiva imprenditoriale incerta?

Quanto detto, lungi da essere una verità assoluta, è solo il mio modesto parere, aumenta il rimpianto di quello che è stato e sarebbe potuto essere. Abbiamo “sciattato” tanto, anzi tutto, senza costruire nulla, ingrassando solo i mercenari di turno, ed ora che è freddo e nevica non abbiamo né un tetto per ripararci, né una mantella per riscaldarci. Ci meritiamo di incontrare un nuovo San Martino?

Andrea Sordi