Chiudiamo al meglio, ma pensiamo al futuro

Come sempre succede, sbollita la rabbia per l’ennesima umiliazione, le attenzioni si concentrano sul futuro prossimo (..e non solo…). Mancano sei partite per chiudere l’annata, poi ci sarà spazio solo per i play-off che, al di la dell’effimero valore, sono ancora da conquistare. Quello che attende il Siena è un trittico di partite molto delicate, San Donato Tavarnelle, Trastevere e Montevarchi, tre scontri difficili che non potrà fallire. La squadra, dopo un filotto di successi, è incappata in due sconfitte che hanno fatto male al morale e alla classifica, due stop che hanno generato la rabbia di tanti tifosi che, nonostante una stagione avara di soddisfazioni, non hanno perso la loro passione e resistono stoicamente ai tanti ceffoni presi qua e la. Partendo dal presupposto che la squadra non si è mai tirata indietro e ha sempre dato quello che poteva dare, è normale pensare che sia stata costruita male e con troppe scommesse, per la maggior parte perse e non per demerito dei singoli, ma per situazione atletiche e di impiego pregresse che evidentemente hanno lasciato il segno. Se per questa stagione ormai la frittata è fatta, ci auguriamo che il futuro passi attraverso un’analisi seria e profonda di questa annata, degli uomini che l’hanno impostata e portata avanti. Ripartire come se non fosse successo niente sarebbe l’ennesimo imperdonabile errore di una società che ha importanti risorse, ma che non ha saputo sfruttarle al meglio. Ammettere gli errori è lodevole, ma se alle esternazioni e alle scuse non seguono i cambiamenti necessari, la strada sarà sempre in salita e poco cambierà.

Fonte: FOL