Che carica Beretta «Siena, tieni duro ti farò rinascere»

Dopo un'estate vissuta pericolosamente, con il rischio del fallimento, l'addio allo sponsor Monte dei Paschi (che ha poi contribuito comunque all'iscrizione), il Siena riparte da Mario Beretta. E Beretta, dopo alcune stagioni difficili, riparte da Siena, dove ha già allenato (due salvezze in Serie A dal 2006 al 2008, la seconda subentrando a Mandorlini).

Con quale spirito è tornato?
«Con il grande entusiasmo di lavorare in un club dove sono stato molto bene. Sarei tornato in ogni categoria per l'attaccamento a città e ambiente. Ci sono difficoltà, ma possiamo superarle».

Siena l'ha stregata?
«Fin dall'inizio. La mia famiglia si è trovata benissimo e abbiamo tanti amici. Ho preso casa in centro, anche se stavolta sarò solo, i miei figli devono studiare».

Ha avuto il primo contatto con la società a fine maggio, da allora è stato un calvario.
«Quello fu un colloquio informale con il ds Antonelli. Poi ho seguito le vicende, non tanto perché potevo essere io ad allenare, ma per l'affetto per Siena. E ho apprezzato gli sforzi per l'iscrizione, anche quello dei giocatori che si sono decurtati gli stipendi».

E quante difficoltà ha dovuto affrontare dall'inizio del ritiro?
«Siamo partiti in ritardo, quindi quelle di dover concentrare il lavoro in poco tempo, compreso il mercato. Ma si è lavorato bene».

Di cosa ha ancora bisogno?
«In difesa siamo corti numericamente. In mezzo al campo e in attacco direi che ci siamo».

Alcuni big, come Rosina, sono destinati a partire. Li vuole convincere a rimanere?
«Sono giocatori di grande qualità (ci sono anche Pegolo, Emeghara, Rubin, ndr) e se dovessero rimanere darebbero un contributo importante. Ma ci sono tante esigenze da conciliare: le loro, quelle del club. Al momento si stanno allenando come se dovessero restare, vedremo».

II 4-3-3 è scelta definitiva?
«E lo schema che utilizzerò all'inizio, valuterò a rosa completa. Non escludo cambiamenti».

Fra i giovani Giannetti in Coppa Italia ha impressionato, anche se lei lo ha sgridato spesso.
«Giannetti ha qualità importanti, ma deve migliorare. Ci sono altri elementi interessanti come Schiavone e Spinazzola o Mulas, classe `96, un patrimonio importantissimo per il club».

Qual è l'obiettivo stagionale?
«Vediamo quale sarà la penalizzazione (adesso -2, ma si potrebbe arrivare a -7, ndr), partiamo per salvarci».

Salvezza che passa anche dal rilancio di gente come D'Agostino, Mannini, Paolucci.
«Sono motivati e si stanno allenando bene, conto di recuperarli, ma dipende anche da loro. Devono ritrovare il ritmo-gara».

Il presidente Mezzaroma ha parlato di «anno zero».
«Dobbiamo capire che non sarà più come è stato in passato, che bisogna ricostruire. Ci sono qualità morali e idee da cui ripartire per far bene».

La città è vicina: sottoscritti più di mille abbonamenti.
«Il tifo a Siena è sempre appassionato e non mancherà neppure quest'anno. La crisi della squadra è andata di pari passo con quella della città, ma i senesi sono pronti a ripartire».

Fonte: gazzetta.it